Dopo il passaggio del turno in Champions League e l’approdo ai quarti, la Juventus si conferma anche questa stagione una delle 8 squadre più forti d’Europa. Una rosa competitiva e un modulo più “europeo” rispetto al passato hanno confermato anche quest’anno la formazione bianconera nella cerchia delle squadre che possono ambire ad alzare il più prestigioso dei trofei. Ed è paradigmatico quello che dichiarato Gigi Buffon nell’intervista post-gara: “Stiamo migliorando, abbiamo preso consapevolezza. Ed è l’obiettivo che ci eravamo fissati cinque anni fa all’inizio del percorso: essere nella top 8 in Europa. Se ci sei per dieci volte di fila, magari una volta vinci anche”. È vero che la Juventus ha tutte le carte in regola per portarsi a casa il trofeo, anche se di certo non parte favorita, ma quando ascoltiamo queste parole, non possiamo non ricordarci della Juventus dei record, quelli negativi.
La Vecchia Signora, nella sua storia ha giocato ben 8 finali tra Coppa dei Campioni e Champions League. Solo due volte però è riuscita ad alzare il trofeo, facendo così segnare il record assoluto di squadra col maggior numero di finali perse nella più importante competizione calcistica del vecchio continente. Nonostante a volte si fosse presentata come una tra le prime tre forze del torneo non è mai riuscita a trasformare in oro tutte le possibilità che si era faticosamente guadagnata sui campi di mezza Europa. Basti pensare che l’Inter ha vinto tre volte la “coppa dalle grandi orecchie” su cinque finali disputate, mentre il Milan ne ha vinte addirittua 7 su 11, di cui una proprio ai danni dei bianconeri. Questa debolezza della Juventus negli anni è entrata nel DNA della squadra che, nonostante sia sempre di ottimo livello, fatica ad avere il cinismo giusto che serve per chiudere una finale di Champions con una vittoria anche partendo sfavoriti (Chiedere a Torres e Di Matteo per conferma).

Juventus Champions League
Juventus Champions League

Questa stagione però potrebbe essere quella della svolta. La rosa di Allegri (i cui meriti sono sempre poco apprezzati) ha guadagnato molto in mezzi tecnici, consapevolezza e esperienza Europea. Gli acquisti di Cuadrado, Alex Sandro, Dani Alves, Benatia, Higuain e Khedira (tutti giocatori che hanno militato nei maggiori top club d’Europa) hanno reso questa squadra più abituata a giocare dopo quella proverbiale musichetta, mentre la crescita di Dybala e Pjanic aggiunge quell’imprevedibilità e quelle soluzioni da calcio piazzato che servono per puntare sul serio alla Champions. Allegri invece ha il merito di aver trovato la quadra per poter mettere in campo tutti questi giocatori talentuosi senza perdere l’equilibrio tattico che l’allenatore di Livorno esige.
Ma il vero fattore che rende questa stagione una possibile occasione è la fragilità che le rivali della Juventus hanno dimostrato durante questa campagna europea. Il Barcellona è riuscito a strappare una qualificazione miracolosa che sembrava già nella mano salda del PSG. Eppure la partita di andata ha messo a nudo tutte le debolezze dei blaugrana. La sorpresa Monaco targata Jardim è sicuramente una perla rara in questa competizione, ma a parte Bernardo Silva e Mbappè in forma stellare, può soffrire la differenza di tasso tecnico tra titolari e seconde linee . Il Real Madrid è stato bravissimo a sfruttare le occasioni che ha avuto nei due match contro il Napoli, ma se gli azzurri fossero stati più cinici sotto porta tra andata e ritorno le cose sarebbero potute andare molto diversamente. Il Leicester, nonostante le parole di circostanza di capitan Buffon, non è di certo un avversario temibile. Ben diverso il discorso se si tratta del Bayern Monaco. Ovviamente tutte queste squadre sono di valore assoluto e si sono ampiamente meritate la qualificazione, ma diversamente da altre stagioni, non sono certo imbattibili. Il percorso però è ancora lungo. Per cercare di sfatare la maledizione della finale e magari, uscire prima o poi dall’albo dei record, quelli negativi.