Il primo pallone d’oro transalpino, il primo a mettere il calcio sulle prime pagine in Francia, in poche parole il Napoleone del calcio

Un’inizio da migrante: Raymond Kopaszewski

Raymond Kopa, all’anagrafe Raymond Kopaszewski, nasce 85 anni fa a Noeux-les-Mines da genitori polacchi emigrati in Francia in cerca di fortuna. Fin da piccolo si fa notare per la sua esuberanza che attraversa anche la seconda guerra mondiale, quando rubava i palloni ai tedeschi per giocare a calcio. Il piccolo Kopa cresce bene, abituato fin da piccolo al sacrificio e alla ricerca di un continuo miglioramento, per riscattare il padre minatore, per riservarsi un posto nel mondo che nessuno potesse togliergli. Talento precoce, a 15 anni viene tesserato per l’Angers. Inizia già in seconda divisione a gettare le basi di quello che si rivelerà uno dei talenti più puri del calcio degli anni “50-“60.

Il primo periodo a Reims

2 anni dopo arriva il tesseramento con il Reims, la sua squadra, quella che lo farà conoscere davvero al calcio mondiale. È infatti con la squadra biancorossa che arrivano i primi titoli e la partecipazione alla prima Champions della storia, persa in finale contro il Real, che lo acquisterà poco dopo, innamorati del suo immenso talento.

Raymond Kopa
Raymond Kopa con Rial, Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas e Gento al Real Madrid

L’affermarsi della leggenda: Raymond Kopa in Svezia

Una volta arrivato a Madrid Raymond si trova a condividere lo spogliatoio con campioni del calibro di Di Stefano, Puskas e Gento, uno squadrone che vincerà ben 4 coppe dei campioni, frantumando ogni record ed imponendosi come leggende assolute. Ma è il 1958 l’anno che porta definitivamente Kopa nell’albo dei campioni, arrivano pallone d’oro, il primo francese a vincerlo, e la partecipazione da protagonista ai mondiali in Svezia, in cui incanta tutti, rischiando di rubare il posto ad un giovanissimo Pelè che proprio in quei mondiali si consacrava al mondo come stella assoluta. Un dirigente del Real, andato in Svezia per trovare il giocatore più forte del tempo commentò poi: «Non possiamo acquistare il miglior calciatore del mondiale poiché l’abbiamo già. È Raymond Kopa».

Il ritiro di una leggenda del calcio

Nella stagione dopo Raymond, ormai conscio degli effetti della vecchiaia sul suo fisico decide di tornare alla squadra che per la prima volta l’ha portato in alto. Al Reims. Torna nella sua terra e da lì non si muoverà più, rimanendoci fino al “67, anno del suo addio al calcio .

Le lotte

Dopo il ritiro però Raymond non si ferma. Inizia a lottare, una caratteristica che nessun allenatore gli era mai riuscito a togliergli, innamorati della sua eleganza. La prima lotta di Raymond è quella contro lo sfruttamento dei calciatori, è il primo ad insistere per contratti a tempo determinati, per non esser più pura merce di scambio. Una volta vinta la guerra Kopaszewski cambia campo. Comincia a concentrarsi sulla lotta al cancro, aveva subito orrendi lutti per questa malattia, l’odio per essa lo spinge a rinunciare a tutti i diritti della sua biografia, sacrificandosi per la causa, da vero guerriero. Nel 2011 l’ultimo traguardo, un premio dalle mani del presidente Uefa, Michel Platini in persona, che lo aveva da sempre definito come uno dei suoi modelli.

Raymond Kopa

Un saluto ad un campione: si spegne a 85 anni

Raymond Kopa, il Napoleone del calcio, si è spento questa mattina ad 85 anni, questo è il piccolo omaggio che abbiamo voluto riservare a chi ha fatto la storia di questo gioco e che, forse, è meno celebrato di altri che hanno qualche merito in meno. Riposa in pace campione