Negli anni “70 si sviluppa un’arte di massa che non è mai invecchiata nel tempo. Un modo per il popolo di affermare la propria appartenenza. Un modo poi che ha contagiato la passione per il gioco più bello del mondo.

Dalla musica alla storia

Ovunque si giri lo sguardo si vedono graffiti di ogni tipo. Da semplici Tag disegnate quasi per gioco a complessi disegni progettati a tavolino. Il modo di sviluppare questa nuova forma d’arte è immenso e di difficile controllo. Io che sono cresciuto sui Navigli ne so qualcosa. Basta passare per Porta Ticinese al mattino presto per essere letteralmente immerso da questa nuova forma d’arte. Dal Kebab con l’immagine di un Narghilé alle più poetiche citazioni di Jimi Hendrix, passando per la storia della città dietro a San Lorenzo.

Jimi Hendrix
Jimi Hendrix in Corso di Porta Ticinese

Una vera e propria esplosione di colori nel centro di Milano, nella parte che storicamente è di competenza del popolino milanese. Come tutti i fenomeni di massa i graffiti hanno contagiato tutto. Abbiamo parlato di nazioni, di città, di musica, ma abbiamo solo accennato da lontano il suo legame con il calcio.

Un fenomeno di portata globale

Boca Juniors graffiti
Il calcio è sicuramente lo sport più sentito e apprezzato. A Buenos Aires ci sono interi quartieri che pongono la loro rappresentazione in squadre popolari. Impossibile non avere dei graffiti a tema. Con il Boca e il River in primo piano, c’è chi si rappresenta come signore della città e chi semplicemente rappresenta il simbolo orgoglioso di appartenere alla grande famiglia dei club che si dividono La Capital. Queste opere ricordano ancora una volta ai tifosi ciò che è ancora considerato qualcosa di sacro ed inviolabile, con la stessa tecnica che un tempo fu usata per le catacombe, ora si rappresentano i nuovi eroi della società.

Football Graffiti

Humphrey Mijnals Graffiti
Eroi che portano il nome di Humphrey Mijnals, primo giocatore nero della storia del calcio olandese o di Zidane che non ha certo bisogno di presentazioni. I graffiti inondano tutto e lo riportano alla luce. Portano a galla il sentimento di chi non ha i soldi per andare a vedere ogni domenica i suoi campioni, ma non vuole rinunciare a vederli ogni volta che fa la strada per andare a lavoro. È un sentimento intimo ed appassionato che l’uomo si porta dietro fin dall’età della pietra, quando i simboli erano legati alla caccia e alle bestie, primo essere che l’uomo si sia fermato ad osservare con sentimenti religiosi. Perchè un mammuth in più in passato faceva fin troppa differenza, perchè il cibo era decisamente il bene più importante che l’uomo poteva possedere.
Zidane Graffiti
Con il tempo si è passati a rappresentare figure religiose e rivoluzioni. I murales di Diego Rivera sono ancora una pietra sacra per chiunque abbia a cuore le rivolte popolari e ancor più in generale l’arte. Qualcosa che non va toccato ma anzi rispettato fin nel profondo e che va mostrato al mondo con orgoglio e passione. Chi meglio di Maradona a Napoli potrebbe rappresentare una rivoluzione di un popolo che, partito con una squadra buona ma non eccellente, è stato in grado di rappresentare il centro di una rivoluzione calcistica senza pari nel mondo ?
Maradona Graffiti
Forse solo la nazionale Orange che con il suo calcio totale mostrò al mondo il calcio moderno o Pelè che spiegò al mondo a che punto poteva spingersi il bel gioco negli anni “60.

Non solo fuoriclasse assoluti

I graffiti che circondando il mondo del calcio però non sono solo rappresentanti degli eroi che hanno segnato un’epoca, non solo solamente un manifesto di chi si è affermato con titoli e giocate prestigiose, ma anche con il puro e semplice cuore.
Gattuso Graffiti
Un esempio è la storia di Wilfred Agbonavbare, portiere nigeriano sconosciuto a gran parte del panorama calcistico mondiale ma che ha saputo ritagliarsi uno spazio tutt’altro che indifferente nei cuori della squadra più a Sinistra di tutta la Spagna. Wilfred infatti, dopo ben 5 stagioni al Rayo, si era innamorato della gente di Vallecas e ha deciso di rimanervi a qualsiasi costo. Purtroppo il suo amore non gli ha portato fortuna, venne ritrovato infatti una decina di anni dopo in stato di estrema povertà da una popolare trasmissione spagnola. Tanto povero da fare il facchino all’aeroporto. Nel quartiere che ha generato gruppi tanto a Sinistra come gli Ska-P un gesto così non poteva non essere amato alla follia. Una rinuncia totale a soldi, fama e successo solo per amore di un popolo e dei suoi ideali. Una lezione di cuore ormai impossibile da trovare ai giorni nostri.

L’immagine che esprime tutto

Wilfred Agbonavbare Graffiti Rayo
Un amore che purtroppo non ha portato salute. Wilfred infatti vede la moglie morirgli di cancro fra le braccia e, poco dopo la messa in onda della trasmissione, gli viene diagnosticato un cancro alle ossa. Allora si fa sentire l’amore della tifoseria per il loro beniamino, meritevole di tutto anche solo per l’amore dimostrato. Partono raccolte fondi, tutta Vallecas si mobilita per pagare le cure di chi è davvero entrato nel cuore di questo popolo tanto fiero.
Wilfred riuscirà alla fine a partire per gli Usa per sottoporsi alle cure, sfortunatamente però inefficaci. Il ricordo però non va cancellato, va portato con orgoglio e mostrato a chiunque: “Mai nessuno ha provato ciò che ha provato Agbonavbare per una maglia, né gli ex del Real, né del Barca né del Bayern”.
In ricordo di quest’uomo straordinario è stato fatto forse uno dei graffiti più sentiti legati al mondo del calcio che tutt’oggi è presente per le strade di Vallecas. Unione di tutta la passione che può generare uno sport. Unione di qualsiasi sentimento di appartenenza possibile.