Dopo la cucina, tocca al calcio. I Francesi vogliono cercare di superarci anche con il pallone tra i piedi. Quest’anno in Europa ci stanno riuscendo

Ultimamente siamo un po’ tutti Salvini. Ci lamentiamo che siamo invasi dagli immigrati e che questi ci rubano il lavoro. Mi spiace uscire allo scoperto in questo articolo, ma devo ammettere che abbiamo ragione. Mi unisco anch’io al coro del popolo: “Basta squadre francesi dalle semifinali delle coppe europee!”. Dove sono finite le squadre italiane di una volta? Ora, zitti zitti, i cugini transalpini ci stanno rubando la scena portando il Lione in semifinale di Europa League e il Monaco (da non confondere con il Bayer di Carletto Ancelotti) in semifinale di Champions. Come è possibile? Siamo sempre stati noi quelli più bravi a pallone mentre loro passeggiavano tranquilli e beati con la baguette sotto l’ascella. Insomma era risaputo: a noi il calcio e a loro lo champagne! Stereotipi signori miei, il calcio francese negli ultimi anni sta facendo come l’economia cinese: dei gran passi da gigante. Credo che non sia più il caso di prenderli in giro per la traversa di Trezeguet al mondiale 2006; nelle competizioni europee, in termini di rappresentanti, la Francia quest’anno ci batte 2 a 1.

La baguette alla francese sotto l’ascella

Un Monaco da triplete con un portoghese in panchina

Altro che Inter del triplete, rischiamo che stavolta il triplete, più che la Juve, lo faccia la squadra di Albertone II di Monaco, una squadra affamata di trofei che ha rigenerato Radamel Falcao, un micetto indifeso che è ritornato a fare “El Tigre”, e con un Kylian Mbappè che al posto delle gambe ha due motori da far invidia a Jessie Owens e Usain Bolt. Insomma una vera e propria macchina vincente quella di Jardim, che però si compone di qualche pezzo italiano: Andrea Raggi, giocatore spezzino trentatreenne, che qualche hanno fa ha deciso di passare da un estremo all’altro della Liguria, per accompagnare la squadra monegasca, allora guidata dal magico Ranieri, dalla Ligue 2 fino alla semifinale contro la Juve del tre maggio p.v. . Ad affiancare Raggi ci sono Kamil Glik, difensore polacco ex capitano granata, e Morgan De Sanctis, portierone vice-campione d’Europa 2012, che ormai fa da chioccia al numero uno Subasic.

Andrea Raggi al Monaco

Sarà l’Ajax ad entrare nella gabbia del Lione

Ma il calcio francese non cresce solo sulla costa, lo fa anche sulle rive del Rodano, nella città di Lione. Una Europa League che doveva essere un castigo inflitto dalla Juve nei gironi di Champions, ma che per Lacazette e Gonalons si sta rivelando l’occasione d’oro per far guadagnare alla squadra francese il primo titolo europeo della sua storia. Un Lione che ha imparato a domare i lupi eliminando la favorita Roma e che ha fatto sprofondare i turchi del Besikstas dal sogno Europa League all’incubo eliminazione, in una giostra interminabile di calci di rigore da manuale. In semifinale quindi ci sono una squadra olandese, una spagnola, una inglese e una francese; sembra l’inizio di una barzelletta, ma in questa competizione è vietato scherzare, a maggior ragione se da Nyon ti comunicano che affronterai l’Ajax, una esperta di trofei europei.

L’Ajax di Dolberg

La Ligue 1 rischia di passare in secondo piano

Tra una coppa e l’altra, però, non ci si deve scordare del campionato, soprattutto se è un obiettivo stagionale, visto che Falcao e compagni comandano la classifica a pari merito con il Paris Saint Germain di Cavani. E quale sfida peggiore per allungare sui rivali parigini poteva capitare ai monegaschi, se non quella con il galvanizzato Lione? Nonostante i padroni di casa distino dalle prime tre appena ventitré punti, sarà un match combattuto. L’unico dubbio rimane sulle strategie dei condottieri Genesio e Jardim che potrebbero fare turnover oppure decidere di mettere in campo l’artiglieria pesante. Una cosa è certa, il pareggio non accontenterebbe nessuna delle due, né sarebbe utile per il testa a testa ai vertici della classifica, né per permettere al Lione di accorciare le distanze sulla zona Champions. La Francia non si accontenta più di Liberté, Egalité e Fraternité; nel panorama del calcio europeo vuole anche la Vittoriosité!