Quanti calciatori, una volta terminata la carriera, decidono di intraprendere la strada da allenatore? Lo sentiamo tutti i giorni: c’è chi inizia a cimentarsi con le squadre primavera e chi decide di scendere di categoria per confrontarsi in campionati minori.

E poi c’è Alessandro Nesta che, se con una mano ha appeso le scarpette al chiodo, con l’altra ha salutato tutti, sollevato un mojito e un biglietto aereo direzione Miami.

Dal freddo Québec al sole della Florida

Ma andiamo con ordine. L’ex capitano della Lazio, dopo aver indossato per dieci anni la maglia del Milan ed essere anche campione del Mondo 2006 con la Nazionale, nel 2012 è volato oltreoceano per concludere la sua lunghissima avventura calcistica con il Montréal Impact, squadra canadese militante nella Major League Soccer.
Dopo due stagioni nel gelido Québec e memore della nebbia milanese, sinceramente non ci sentiamo di biasimare il buon Sandro per aver scelto il sole della Florida come dimora per il suo avvenire.
E così, quella che fino a qualche anno prima era stata esclusivamente meta di vacanze o riabilitazioni post infortuni, è finita per diventare a tutti gli effetti la sua nuova carriera professionale: il 31 agosto 2015, infatti, la neonata società dei Miami FC dell’ex compagno Paolo Maldini, iscritta alla Nasl (l’equivalente della nostra serie B), ufficializza Nesta come nuovo allenatore.

La prima esperienza in panchina di Sandro vede l’Italia estremamente presente, dirigenza a parte, vista anche la partnership con il marchio bolognese Macron per la realizzazione delle divise. E, seppur sempre di disputare una lega secondaria stiamo parlando, un conto è farlo tra i palazzi di Quarto Oggiaro e un altro tra la sabbia in riva al mare.
Dopo una prima stagione conclusa con un settimo posto, quest’anno Nesta e i suoi ragazzi hanno iniziato alla grande, conquistando rapidamente il primo posto della classifica dopo sole sette giornate.

Se la scelta di un uomo elegante, mai sopra le righe, poco avvezzo alla movida e ai gossip di emigrare negli States per svolgere una mansione qualitativamente più europea all’inizio ha lasciato un po’ tutti perplessi, dubbiosi sulla piega che la nuova carriera del numero 13 potesse prendere, a incrementare le speranze di quanti lo vorrebbero rivedere nel nostro Paese – nonostante voci vogliano Totti in procinto di unirsi alla rosa il prossimo anno – arrivano delle dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport: “Ritorno in Italia, magari al Milan? Beh, mai dire mai. E poi non posso vivere per sempre a Miami. L’ambizione è mettermi in gioco anche in Italia, quando sarà il momento”.
Dunque non resta che aspettare e sperare.
Anche per Alessandro stesso che, qualche anno fa su Twitter e da poco giunto in terra americana, ha dovuto in prima persona far fronte alle importanti differenze sportive che hanno affascinato il figlio Tommaso, deciso a prendere lezioni di… basket.
Coraggio Sandro, siamo tutti con te!