Il suo nome è Alexandra Patricia Morgan, meglio nota come Alex.

Americana di 27 anni dalla faccia pulita e fisico statuario, a vederla si penserebbe immediatamente a una delle tante modelle presenti nel panorama mondiale attuale.

Fuochino. Nel tempo libero si dedica anche a quello, essendo nel roster di giganteschi sponsor che le garantiscono circa il 90% delle sue entrate, come ad esempio la Nike.
Tra uno shooting e l’altro, inoltre, riesce anche a trovare il tempo per scrivere libri per ragazzi che puntualmente entrano nelle classifiche dei bestseller del New York Times.

Con oltre 3 milioni di seguaci su Instagram, Alex Morgan in realtà è probabilmente la calciatrice donna più famosa al mondo.

Un affare di famiglia, quello legato al mondo del pallone, visto che il marito Servando Carrasco è centrocampista degli Orlando City (la squadra di Kakà) ma guadagna trenta volte meno della più celebre consorte.
La star del calcio Usa, nel suo personalissimo palmarès calcistico, vanta l’Olimpiade 2012 e il Mondiale 2015, avendo fino ad ora segnato 69 reti in 116 presenze con la maglia a stelle e strisce.

Lo sbarco a Lione

Nonostante la fama da profeta in patria, la ragazza sentiva il bisogno di cambiare aria e tentare un’esperienza in Europa, nella culla del calcio che conta: e così, a gennaio 2017, ha fatto i bagagli e attraversato l’Oceano Atlantico per accasarsi con le campionesse europee in carica del Lione.
Con un contratto di sei mesi con opzione per un altro anno, il numero 13 più conosciuto d’America ha ceduto alla serrata corte del presidente Aulas, uno dei pochi dirigenti estremamente attento all’espansione del calcio femminile.
In merito al suo trasferimento, la Morgan lo ha annunciato sui social attraverso una lunga lettera ai fan in cui spiegava chiaramente i motivi della scelta, i sacrifici dietro ad un cambiamento così importante e la grande voglia di confrontarsi con una nuova realtà:
Spero che questo cambiamento contribuirà a spingere il mio gioco ad un altro livello. Spero che l’allenamento quotidiano con queste atlete incredibili, imparando uno stile unico di gioco, sia esattamente quello che mi serve e che mi aiuterà a trovare quella marcia in più. È importante sottolineare che sarò anche immersa in una cultura di calcio che credo sia proprio quella che mi serve, a questo punto della mia carriera. E’ sempre stato un mio sogno di “vivere” il calcio e di competere in Champions League”.

L’unico obiettivo è la Champions

Inutile dire che la statunitense, come da previsioni, si è subito adattata alla perfezione al sistema di gioco delle francesi ed ha contribuito, con gol e assist, all’imminente vittoria del Campionato Francese (57 punti a + 8 dal Montpellier) e a raggiungere la finale di Coppa di Francia il 19 maggio e di Champions League il 1 giugno, entrambe da disputare contro le rivali del Paris Saint Germain.
I media americani, che della partenza della Morgan ne hanno fatto quasi una malattia, non vedono l’ora di rivederla in patria, sottolineando così il lungo percorso di lavoro che la cara vecchia Europa deve ancora compiere in materia di calcio femminile.
Al suo arrivo, infatti, la Morgan parlò così:
«I nostri risultati negli Usa sono migliori di quelli degli uomini e il pubblico ci segue. Quando sono stata contattata dal Lione alcuni tifosi hanno chiesto al presidente Aulas di investire piuttosto sulla squadra maschile. È una questione culturale. Se Sepp Blatter negli anni della sua presidenza Fifa si fosse interessato a noi invece di fregarsene, le cose oggi sarebbero un po’ diverse: ci vorranno ancora 10, forse 20 anni per essere riconosciute nel mondo intero».
Allez Alex: in 15 giorni puoi avverare i tuoi sogni.