È la partita decisiva. Dentro o fuori. Un’ultima sofferta sfida per restare in B.

L’avversaria, il Trapani, non ha avuto una stagione brillante ma del resto, neanche noi e come noi lotta per salvarsi. Dopo 2 minuti il Brescia va subito in vantaggio con Torregrossa, scatenando la gioia di un Rigamonti insolitamente pieno.
Non si vedeva così tanto pubblico da anni e già solo per questo, la partita va vinta. L’Airone Caracciolo lo sa e al 18° minuto raddoppia con un gol in contropiede subito seguito dal boato dagli spalti che già vedono la salvezza conquistata.

I vecchietti in tribuna soffrono

Finisce il primo tempo e sullo sfondo di fuochi d’artificio inizia il secondo. Occasioni perse, poca concentrazione e cori più pacati fanno da cornice alla partita finché all’80° Curiale segna approfittando di un nostro errore e ci ricorda perché siamo lì: per vincere.
Il Rigamonti si rianima, la tensione è alle stelle, gli irriducibili vecchietti in tribuna soffrono nel ricordare che la paura che provi per la tua squadra di casa è qualcosa di ineguagliabile perché a differenza delle grandi squadre, l’amore per questa ti scorre direttamente nelle vene.
Dagli altri campi intanto arrivano notizie poco rassicuranti: Ternana e Avellino stanno vincendo, un pareggio ci manderebbe ai playout. Il Trapani ci crede, ci prova, le zuffe in campo aumentano e si prega aspettando solo la fine che dovrebbe arrivare dopo pochi minuti.
L’arbitro però, non è d’accordo: 5 minuti di recupero, 300 secondi da vivere per capire se questo è un sogno o un incubo. L’orologio in campo si ferma al 90°, tutti coi telefoni in mano urlano quanto tempo manca alla fine, da troppo non si vedeva questa città trattenere il fiato, da tempo questa squadra non regalava simili emozioni.

Non è la A, non è la Champions ma è festa uguale

Ma alla fine l’arbitro fischia e ora è finita, è finita davvero. Il campo è ancora una mischia, il Trapani sconfortato sfoga la sua rabbia e il Brescia la sua frustrazione. Ma questo in fondo non ci importa più, siamo ancora in B.
Lo speaker ringrazia tutti e sul coro di “siamo bresciani e siam figli tuoi” si conclude una partita soffertissima che ci ha dato ancora, di nuovo, speranza. Non siamo in Europa, non siamo in A ma la festa è di uguale portata. Questi sono i risultati a cui uno stadio pieno può portare e questa è una di quelle partite che Brescia non può dimenticare.