Vecchi è il cognome del mister ad interim dell’Inter, ma vecchi sembrano anche i giocatori nerazzurri che ormai hanno la testa in vacanza. Per Icardi e compagni è arrivato il supplente di Pioli ma gli asini sono rimasti asini.

Non è ancora troppo tardi per parlare di scuola, siamo a maggio e la metà di giugno dista ancora un mese preciso. Non so voi, ma il rapporto con alcuni dei miei insegnanti era terribile. Pensate che una volta, durante la lezione di matematica, la mia professoressa stentava a parlare di Ruffini (non il presentatore di Colorado ovviamente) perché stava letteralmente soffocando per colpa dalla tosse.
Per me e Guglielmi era fatta, la prof non avrebbe passato la notte, e già preparavamo il telegramma di condoglianze da inviare ai parenti, oltre alla gita fuoriporta che avremmo fatto il giorno successivo, al posto della verifica sul metodo di Ruffini spostata per lutto.
Beh alla fine la gita non si è fatta, ma il giorno successivo la prof non c’era veramente. Vuoi vedere che quello che doveva essere un semplice “mal di stagione” era un sintomo di tubercolosi e la prof ci aveva lasciato le penne per davvero?
Io e Guglielmi cominciavamo a sentirci in colpa, quando, accompagnato dal preside, fece il suo ingresso in aula il supplente, e si sa: supplente uguale fancazzismo. Sarebbe rimasto lì solo per tre lezioni ma meglio di niente, tanto di matematica capre eravamo e capre saremo rimaste. L’unica nota stonata stava nelle prime parole del supplente: Ragazzi, ve lo dico subito, la verifica si fa lo stesso!”.
Banchi separati, riti propiziatori per ottenere invano la sufficienza, consegna in bianco e due sul libretto, questa in sintesi fu la storia di quella giornata iniziata bene e terminata uno schifo. Una storiella interessante, di quelle che a distanza di anni racconti agli amici per farti una risata, ma che, all’epoca, ti segnavano indelebilmente, come il ceffone che presi in faccia per il due.
Una vicenda plausibile ma falsa. Sì non è mai successa una cosa del genere, alla fine non voglio la morte di nessuno, nemmeno della mia prof di matematica (anche se almeno un pizzicotto se lo sarebbe meritato). Perché vi ho raccontato questa favola? Perché è l’esatta trasposizione scolastica dell’Inter di Stefano Vecchi, il supplente sulla graticola. 

Da Stefano a Stefano 

E’ un po’ come se vi avessi raccontato una sorta di parabola per farvi capire cosa sta succedendo in casa Inter in questa ultima fase del campionato di Serie A 2016/2017. In poche parole io e il fatidico Guglielmi siamo i giocatori dell’Inter, capre in materia, ma soprattutto stanchi e svogliati che non seguono il mister; la prof di matematica morente è mister Pioli, che non è stato sostituito per le precarie condizioni di salute, ma per l’incapacità della presidenza cinese di gestire una società calcistica storica e importante.
Il preside è il gruppo Suning che, per le ultime tre giornate, ha deciso di fare un cambio in panchina, perché si sa che un cambio nelle ultime tre giornate di campionato ,con una squadra che sembra non aver mai visto rotolare un pallone, è la soluzione più azzeccata.
Per chi di calcio ne capisce, la decisione di Suning puzza solo di mancanza di rispetto per un allenatore che, nonostante abbia sempre tenuto legato alla cuccia Gabigol, con questa Inter ha cercato di salvare il salvabile ma senza successo.

L’ultimo personaggio che manca nei credit finali di questo film è il supplente, ovvero Stefano Vecchi, il protagonista, colui che è stato chiamato a cercare la svolta e invece ha riproposto la stessa minestra riscaldata avanzata da Pioli, però con l’aggiunta di un nuovo ingrediente: la disgregazione! Ha fatto proprio come il supplente, anziché spiegare meglio Ruffini, ha riproposto la verifica raccogliendo solo insufficienze.
Ieri Icardi e compagni avrebbero fatto meglio a godersi il lunch match da spettatori con le gambe sotto al tavolo, piuttosto che da protagonisti in campo. Iemmello, vista l’ora, ha servito ai nerazzurri il primo e il secondo mentre Eder, nonostante fosse il padrone di casa, ha portato l’amaro.
Non stiamo parlando delle portate, ma delle reti di ieri a San Siro che hanno confermato i pronostici della Snai. La soluzione per questa Inter? Suning sta già pensando a Pepe, ma il mercato sarebbe il caso di farlo tra i dirigenti. Forse l’acquisto di Sabatini servirà a portare la vera stabilità che merita una società che, nonostante il cambio in panchina, vive solo di Vecchi ricordi di un triplete ormai lontano che potrebbe tingersi di bianconero.