Oggi compie 30 anni. L’omaggio, dall’ultimo numero di Soccer Illustrated: “Chiamarsi Bomber”.

Gira un video su Youtube, dove Ezio Capuano, allenatore che bazzica nella Lega Pro italiana – attualmente tecnico del Modena – svelava la sua profezia su Dries Mertens, fresco acquisto del Napoli di Benitez. Era il 17 giugno 2013, e Capuano ospite nella trasmissione condotta da Raffaele Auriemma su Canale34, senza mezzi termini dichiarava: «Io conosco il giocatore benissimo. È un giocatore normalissimo e non farà più di 8 partite da titolare nel Napoli».

Oggi invece Mertens ha superato le 100 presenze con la maglia azzurra (123, per l’esattezza e 42 gol), diventando un idolo della città, sia per le prestazioni in campo, dove non si risparmia mai, sia per il rapporto con i tifosi, che l’hanno ribattezzato Ciro Mertens. I napoletani amano «Ciro» e il belga li ringrazia a suon di gol e giocate alla Diego Armando Maradona.
Anche El Pibe non ha risparmiato apprezzamenti per il giocatore belga. In un’intervista ha definito Dries come «il miglior giocatore del Napoli» e come dare torto a Dieguito dopo il fantastico gol in pallonetto contro il Torino? Ad oggi il suo rendimento minuti giocati/gol è superiore a quello del Pipita con la Juventus. Ma non è amato per questi dati statistici, ma per il suo attaccamento alla città e per quella maglia sudata ogni partita.

Il boato del San Paolo per un pallone recuperato

Indimenticabile la rincorsa per recuperare la palla di Higuain lanciato a rete nell’ultima sfida di campionato. Il boato del San Paolo era degno di un goal al novantesimo. La carriera di Mertens prende il via in Belgio. Le giovanili nell’Anderlecht e poi nel Gent, prima di mettersi in mostra con il Sc Eendracht Aalst (14 presenze e 4 gol).
L’esplosione del folletto Dries avviene in Olanda: 3 anni al Agovv, nella seconda divisione, dove sigillerà 30 gol in 108 presenze. Nel 2009 viene acquistato dall’Utrecht e mantiene la stessa media presenze-gol: 65 a 16 raggiungendo la qualificazione in Europa League. Quell’anno arriverà secondo solo a un certo Luis Suarez, eletto calciatore olandese dell’anno.
La svolta nel 2011, quando si accorge di lui il tecnico del Psv, Fred Rutten, e Mertens è protagonista con 27 gol in stagione e la conquista della Coppa d’Olanda. L’anno dopo arriva sulla panchina Philip Cocu e Mertens diventa il regista avanzato del calcio totale 2.0 del Psv. Gli occhi di mezza Europa su Dries, che rifiutando moltissime offerte, accetta l’offerta di De Laurentiis.

Mertens al Psv

Diventare bomber come falso nueve

Nel 2013 l’arrivo a Napoli. Nei primi due anni con il tecnico spagnolo, Dries dimostra il suo valore anche nella Serie A, vincendo una Coppa Italia, con un suo gol in finale contro la Fiorentina e la Supercoppa Italiana ai calci di rigore contro la Juventus, ma la vera consacrazione arriva con Sarri in panchina nell’anno dell’addio di Higuain.
Complice l’infortunio di Milik, Sarri è «costretto» a schierare Dries come falso nueve e il belga ripaga l’intuizione del tecnico toscano con 26 gol in 38 presenze tra Champions League, Coppa Italia e campionato, quando mancano ancora 8 turni. Ora Dries è seguito dal Manchester United di Mourinho, chissà se Ezio Capuano se la sentirà di dare qualche consiglio allo Special One.