Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

Peccato che Jack Kerouac non abbia conosciuto il giornalista foggiano Michele Carelli, altrimenti – ci scommettiamo – sarebbe stato ben felice di essere suo compagno lungo le tappe di Turista per calcio. Ne avrebbero fatta di strada insieme. E di chilometri Carelli in questi anni ne ha fatti davvero tanti per raccontare le partite del Foggia: da Barcellona Pozzo di Gotto a Cittadella, da Agrigento a Cuneo.
Volto noto dell’emittente radiotelevisiva Teleradioerre, Michele Carelli è il papà di Turista per calcio, un format tv che negli anni ha conquistato il pubblico e che ora ha trovato nuova vita sui social.
Novanta puntate televisive, 33 trasferte in giro per l’Italia dall’8 agosto 2015 quando è nata la pagina Facebook, 108 stadi visitati. Sono questi i numeri di un progetto pronto a riprendere il viaggio con la nuova stagione calcistica che porterà il Foggia di Giovanni Stroppa in giro per gli stadi di serie B.

Dalla tv ai social, puntando alla graphic novel

“L’idea – racconta Carelli – è nata per caso. Il 23 dicembre 2000 era andata in onda una sorta di puntata zero in occasione della trasferta del Foggia a Cava dei Tirreni. Poi nel settembre 2001, quando mi è stato chiesto di fare anche le radiocronache per Radionorba, ho portato di nuovo con me la telecamera perché volevo replicare quell’esperienza.
Così quando sono tornato in redazione, l’allora editore Euclide Della Vista l’ha voluta mandare in onda e, visto il riscontro positivo del pubblico, l’ha poi messa in palinsesto. Da allora e fino al 21 aprile 2008, dopo la trasferta a Novara, per 90 puntate, Turista per calcio è andato in onda il lunedì pomeriggio, dopo il tg”.
Qual è stata la trasferta più bella?
Agrigento, Ragusa e Siracusa. Turista ha un debole per la Sicilia!
Qual è, invece, quella che non hai ancora fatto e che vorresti fare.
Vorrei andare a Genova per visitare la città e il “Ferraris”, dove non sono mai stato perché lo considero il più bello d’Italia. Certo, ci sono gli stadi di ultima generazione, ma quello di Genova ha il fascino del passato, è una donna matura.
Di tutti questi viaggi qual è l’episodio più curioso che ti è capitato.
Sono andato in bici da Foggia a Melfi, circa 60 km e poi sono tornato in auto con un amico, nonché tifoso del Foggia. Oppure quando sono tornato da Cittadella grazie ad un passaggio in camion.
Ho viaggiato su tutti i mezzi di trasporto, compresa la gondola a Venezia nel 2007. Manca il camper, a voler essere precisi.
Dalla tv ai social. Oggi Turista per calcio è una piccola comunità su Facebook. Cosa bolle in pentola per la prossima stagione?
Quello che faccio io piacerebbe a molti sia per seguire il Foggia che per visitare la città. Più che di una comunità parlerei di una crew, come dicono oggi i ragazzi. Per la prossima stagione, Turista continuerà sicuramente sulla pagina Facebook, ma tutto può succedere. Tanti telespettatori sarebbero contenti se Turista tornasse in tv. Intanto aspettiamo i risultati dei play off per definire e pianificare le tappe della prossima stagione.
In futuro come vedi Turista per calcio?
Mi piacerebbe che diventasse una graphic novel. Sarebbe un binomio vincente perché ai ragazzi piacciono sia i fumetti che il calcio.