Con Arabia Saudita e Qatar ai ferri corti c’è il rischio che la prima grande competizione sportiva in Medio Oriente salti. Quali sono però, in pillole, i motivi di quest’odio fra 2 nazione che all’esterno sembrano così vicine ?

La vicinanza con l’Iran

In Medio Oriente esistono ormai 2 fronti contrapposti: sunniti e sciiti. Chiariamoci, l’affermare che il dibattito è su motivi teologici è una follia, di fatto da anni tale dibattito è degenerato in una mera influenza politica, con i Riyad da un lato e Teheran dall’altro. La colpa del Qatar è innanzitutto quella dell’essere uno dei pochi paesi de Golfo ad intrattenere i rapporti con entrambe le nazioni. Non a caso è stato l’emiro del Qatar ad opporre un minimo di resistenza alle dichiarazioni di Trump durante l’ultima conferenza in Arabia Saudita.

Qatar
Da sinistra: il dittatore egiziano Al Sisi, Re Salman dell’Arabia Saudita e Donald Trump durante la conferenza in Arabia Saudita

Dichiarazioni che non hanno per nulla entusiasmato il governo saudita, già in rotta con quello di Doha per quanto concerne la sua posizione riguardo ai Fratelli Musulmani

Fratelli Musulmani

Il Qatar da storicamente appoggio e finanziamenti a quest’associazione che si è poi sviluppata in tutto il Medio Oriente (sia l’AKP di Erdogan sia En-Nahda tunisino sono delle derivazioni di quest’ultimi). Tale organizzazione è, ad oggi, il più grande ostacolo ad un monopolio saudita nella politica dei paesi “sunniti”. Se infatti abbiamo detto che in tutto questo macro-continente i fronti sono 2, andrebbe specificato che ne esiste anche uno interno a quello “sunnita”, con battaglie ancor più concrete dell’altro.

Qatar
Yusuf Qaradawi, storica figura di spicco dei Fratelli Musulmani da anni in esilio in Qatar

Basti guardare le rivolte arabe in Egitto, in cui i sauditi finanziavano Mubarak e Al Sisi mentre i qatarioti puntavano su Morsi e la Fratellanza. Questo letale mix ha portato ad un improvviso inasprimento politico che rischia di far saltare i tanto attesi mondiali del 2022.

Tolleranza zero

Forse è il titolo che calza più a pennello alla situazione: dal 5 giugno il governo di Riyad ha dichiarato illegale sfoggiare ogni tipo di simbolo raffigurante il Qatar con pene fino a 15 di galera. Lo sponsor sulle magliette del Barcellona è stato cancellato e l’Ahli, una delle squadre più titolate del paese, è stata costretta a rinunciare alla sua recente sponsorizzazione proprio con Qatar Airways. I provvedimenti non finiscono qui: i cittadini qatarioti residenti in Arabia Saudita sono costretti a lasciare il paese entro 15 giorni, inoltre è stato bloccato ogni traffico con Doha.
Qatar

Mondiali ancora possibili ?

Ogni giorno che la FIFA possa scegliere di revocare i mondiali in Qatar si fa più concreta, il presidente Infantino però continua a ripetere che mancano ancora molti anni e che spera che la situazione si possa risolvere prima. Staremo a vedere, il nostro pensiero però va a coloro che hanno visto la propria famiglia divisa da questo mostruoso conflitto politico che sta squarciando, ancora una volta, il Medio Oriente.
Qatar