“Sono cresciuto e sono a Roma per dare una svolta alla mia carriera. Questa è la mia occasione”  Parole di Stephan El Shaarawy.

Il tempo scorre, ed il Faraone ancora non è riuscito a mantenere quella promessa fatta un anno e mezzo fa. Alti e bassi hanno caratterizzato la sua carriera, colpevoli anche i numerosi infortuni. Allegri lo segue, lo allena e al momento giusto lo lancia nella mischia. Il Faraone, così soprannominato, risponde presente e mostra tutte le sue doti. Forte tecnicamente, veloce e jolly per i cambi di modulo. Un giocatore perfetto per Allegri e per il Milan.

Nel miglior momento della sua carriera, accadde il peggio. Il bollettino medico indica: “Rottura del quarto metataso del piede sinistro”. Questo fu solo l’inizio. Tornato dopo due mesi ebbe una forte ricaduta che non gli permise di scendere in campo per tutta la stagione. La maledizione continua. Gennaio 2015, El Sharaawy si frattura il quinto metatarso del piede destro.
L’incantesimo sembra svanire quando il Milan accetta di trasferire le prestazioni di Stephan El Sharaawy ad una nuova realtà francese, il Monaco, che promette un progetto serio al calciatore, sia in termini di crescita che di valorizzazione, in vista dell’Europeo 2016.

Prima i problemi con l’allenatore e poi con l’ambiente monegasco costringono il Faraone a lasciare il Principato già a Gennaio. Destinazione Roma. Spalletti lo richiede fortemente e lui accetta. In questo anno e mezzo ha però trovato davanti a se fuoriclasse del calibro di Diego Perotti e Mohamed Salah. Calciatori rapidi e veloci, che spaccano la partita. Ideali per il gioco di Spalletti.
El Shaarawy convinto delle sue capacità decide di mettersi in gioco e di provare a scalare le graduatorie del mister toscano che vede nel Faraone l’uomo giusto per ogni eventualità. Utile nel 4-3-3 come esterno offensivo sia destro che sinistro, fondamentale nel 3-5-2 come esterno alto di centrocampo e, nell’evenienza, anche attaccante e seconda punta.

Un giocatore perfetto, con tante qualità, che però ha trovato molte difficoltà nel suo cammino. Che sia l’anno giusto per la consacrazione? Senza Salah e con un nuovo allenatore che cura i dettagli e la crescita dei giovani, noi di Soccer Illustrated rispondiamo sì. Stephan El Sharaawy è la scommessa giusta per tutti i fantallenatori. Ed in ottica Nazionale potrebbe essere per Ventura un ottima carta da giocare nel Mondiale 2018.
Sono sempre stato convinto che, più che le qualità, per un giocatore è più importante la testa, la fame di arrivare e la concentrazione che metti nel tuo lavoro. Devi fare una vita sana e da sportivo, il talento non può tutto“.
Stephan riprendi questa frase, falla ancora più tua e lascia alle spalle tutte le tue difficoltà.