6 settembre 2015, stadio La Bobonera di Buenos Aires, Boca Juniors-Cuervos San Lorenzo.

Inizia forse li la vera storia di Rodrigo Bentancur, con suo un errore decisivo che spiana la strada agli ospiti verso la vittoria finale. E’ il 91esimo, la partita è bloccata sullo 0-0 ed il giovane uruguaiano consegna con un passaggio orizzontale la palla agli avversari che firmano il definitivo 1-0. Un errore che ritarda il titolo degli xeneizes; un errore però decisivo nel processo di crescita del piccolo Rodrigo (al tempo 18enne) che da quelle critiche e da quella pressione ne uscirà più forte di prima, con una maturità rara anche tra i compagni più grandi.
Dopotutto non può mancare la personalità ad un ragazzo che, ancora dodicenne, lascia il suo paese e la sua famiglia per andare a giocare all’estero, nella non lontana Argentina che però, agli occhi di un bambino, non era affatto poi così vicina. Appena 4 ore di tragitto tra il suo paese natale di Nueva Helvecia a Buenos Aires: un viaggio che per uno della sua età sarà sembrato interminabile. Per chi però ancora bambino entra nel Boca Juniors tutto questo sparisce ben preso: sotto con gli allenamenti e le partite, al via un processo di crescita che lo porterà a 17 anni in pianta stabile nella prima squadra. Con la quale vincerà due campionati ed una Coppa nazionale.

L’arrivo in Italia

E’ il 2015 e a migliaia di chilometri di distanza quell’anno la Juventus, trascinata da un super Tevez, raggiunge la finale di Champions di Berlino, poi persa col Barcellona. L’Apache già da mesi coltiva l’idea di tornare a giocare nella Bombonera, a indossare nuovamente la maglia numero 10 che fu di Maradona e far gioire ancora il pubblico di quel catino infernale. E’ qui, da questo pensiero dell’argentino, che quasi inconsapevolmente si intrecciano le strade di Bentancur e la Juventus.
Il giovane Rodrigo infatti viene opzionato dai bianconeri che cedono l’Apache al Boca: Marotta e Paratici vedono nel giovane sudamericano un diamante ancora da sgrezzare e da lì l’idea di lasciarlo crescere ancora 2 anni in una palestra come quella gialloblu (nella quale per giocare devi avere il giusto mix di personalità e talento), prima di portarlo definitivamente a Torino. Il suo arrivo in bianconero passa quasi sottotraccia: d’altronde non poteva essere altrimenti in un’estate che ha visto cifre folli e trasferimenti clamorosi.
Benta…chi?” avranno detto in molti, tifosi bianconeri e non, alla lettura di questo giovane acquisto da parte della Juventus. In molti storpieranno il suo cognome in Bentacur, togliendo quella “n” quasi di troppo che rende più difficile la sua pronuncia. Ben presto però quasi tutti si vedono costretti a correggersi, Rodrigo non è più una promessa semi sconosciuta del nostro calcio ma una piacevole realtà che ci mette poco a convincere Allegri.

Benta” infatti arriva di soppiatto anche all’interno dello spogliatoio della Juve ma sin da subito fa notare tutte le sue qualità. Il tecnico bianconero sin dai primi allenamenti rimane stregato da questo ragazzo tanto timido quanto talentuoso, tanto da affermare: “Sarà la sorpresa del campionato“. Una previsione fatta a fine agosto, consapevole di aver tra le mani un ragazzo dal futuro assicurato, che sta diventando piano piano realtà.
Il destino poi ha voluto che Rodrigo entrasse praticamente subito in pianta stabile (o quasi) nella formazione titolare bianconera: favorito dagli infortuni di Marchisio e Khedira prima, Pjanic poi, il numero 30 si è conquistato prima qualche spezzone a gara in corso, poi la titolarità del ruolo. Due partite dall’inizio tra campionato e Champions: col Torino una prova sublime, con l’Olympiacos una prestazione magari meno vistosa in cui oltre a giocate di qualità non ha disdegnato la vecchia cara “legna” che tanto serve nel Vecchio Continente.

Chissà cosa starà pensando in questo momento il giovane Bentancur, catapultato in pochi anni dalla sua piccola cittadina dell’Uruguay al palcoscenico della Champions League. Con la sua faccia pulita, il viso da ragazzino e la cresta che non si alza nemmeno dopo una grande giocata forse la Juventus ha trovato il suo “silent hero“. Poco importa in fondo se a breve torneranno i big del centrocampo: per la mediana Allegri non dovrà preoccuparsi di certo. Dopo tutto se la Juventus ha deciso di occupare con lui un posto da extracomunitario un motivo ci sarà. Ed il giovane Rodrigo a suon di grandi prestazioni sta continuando il suo processo di crescita. Facile, dopotutto, se sei un ragazzo nato per diventare grande.
Benta…chi?” una domanda che non si fa più nessuno. Rodrigo BentaNcur, un nome di cui sentiremo parlare ancora per molti anni e che ha iniziato a stregare l’Europa.