Sono spuntati nuovi documenti, diffusi da Football Leaks, su come l’UEFA abbia finanziato i maggiori club europei per evitare che creassero una Superlega destinata a sopprimere le attuali competizioni europee per Club. Notizie apparentemente clamorose sono invece aspetti conosciuti da anni e di cui abbiamo parlato spesso, in passato, anche a C’era una volta O Rei. Come Report con gli Ultras, L’Espresso, nell’inchiesta congiunta con Der Spiegel, ha scoperto l’acqua calda.

Il progetto Superlega è la naturale evoluzione di un sistema sportivo che, oggi, è sempre più intrattenimento e, quindi, deve seguire logiche di business differenti.

Diciamoci la verità: a nessuno piacciono più i campionati nazionali già decisi prima ancora di cominciare, salvo qualche rara eccezione che, qua e là, promuove una lotta all’ultima giornata o un Leicester City campione. Quindi, la Superlega non è altro che una logica conseguenza dell’attuale formula delle competizioni UEFA – come la Champions League, l’Eruopa League e la terza, quella nuova, annunciata, guarda caso, proprio qualche tempo fa -, oltre che del degrado dei vari campionati nazionali.

Real Madrid, Barcellona, Manchester United, Manchester City, Bayern Monaco, Chelsea, Liverpool, PSG, Juventus e Milan – secondo i documenti dell’European Investigative Collaborations – sono state molto vicine a staccarsi dalla UEFA e dalle proprie Federazioni per creare una NBA calcistica europea, che avrebbe permesso ai club partecipanti di negoziare direttamente con gli sponsor.

L’UEFA, per impedire che si arrivasse a questo, avrebbe accettato di aumentare i benefit per i top club, penalizzando tutte le altre, secondo quanto emerso dalla documentazione.

Se chi deve comandare è ricattabile da chi dovrebbe essere controllato – perché senza di lui chi detta le regole non vale nulla – è evidente che il sistema sia andato in cortocircuito. Successe in Inghilterra con lo scisma del 1992 e la fondazione della Premier League attuale. Ebbene sì, gli inglesi hanno fondato anche il calcio moderno e, non a caso, hanno il campionato più ricco.

Il progetto della Super League è stato presentato anche all’Università Bocconi di Milano da Andrea Agnelli e Karl-Heinz Rummenigge nel gennaio 2016, ma tutto rientrò, poco dopo, perché l’UEFA promise delle riforme in favore delle Big, tagliando varie spese, collaborazioni e collaboratori, per recuperare i soldi necessari. Secondo L’Espresso, la possibile nuova distribuzione delle risorse garantirebbe 150 milioni in più a stagione alle squadre più forti della Champions League, mentre i club di Europa League perderebbero quasi 60 milioni di introiti.

Secondo alcuni documenti in possesso della piattaforma Football Leaks, il progetto Superlega sarebbe ancora innescato. Lo dimostra – scrive Der Spiegel online – la bozza di una dichiarazione di intenti inviata dall’impresa Key Capital Partners al presidente del Real Madrid. Se le cose dovessero andare come risulta dal documento, dal 2021 la Champions League non esisterebbe più e al suo posto, 11 top club del Vecchio Continente fonderebbero una nuova lega elitaria chiamata Super League.

Gli 11 top club non potrebbero uscirne. Il progetto prevederebbe la partecipazione di altri cinque Club ritenuti ospiti iniziali dal giusto pedigree: Inter, Atletico Madrid, Borussia Dortmund e altri due da scegliere fra Benfica, Olympique Marsiglia, Porto e Roma. Il torneo, però, dovrebbe essere a 24 squadre, quindi servirebbero altre 8 partecipanti, da scegliere attraverso gli esiti dei primi 8 campionati nazionali d’Europa, con meccanismo a scalare. Ringraziamo Pippo Russo e Calciomercato.com per le informazioni.

Non stanno distruggendo proprio nulla, l’hanno già distrutto.

In un mondo in cui i nuovi tifosi giocano alla PlayStation online, tutti i giorni, match come Barcellona vs Paris Saint Germain, Juventus vs Manchester City, Real Madrid vs Chelsea; in un mondo in cui i ragazzi tifano per un calciatore e per la squadra in cui gioca, esattamente come si fa nella NBA; in un mondo in cui un bambino di Milano decide scientemente di tifare Barcellona; in un mondo in cui il Fair Play Finanziario ha frazionato il calcio – diviso in serie di merito anche per le Nazionali -, come si può pensare che i giovani tifosi si possano appassionare a Empoli vs Frosinone, Girona vs Eibar e via dicendo?

Con tutto il rispetto per gli esempi citati e l’amore che, da sempre, nutro e manifesto nei confronti del calcio di provincia, romantico e meraviglioso intreccio di storie, come si può pensare che questa sia una minaccia? Che sia la morte di qualcosa?

Non sta morendo nulla perché è già morto e nessuno sta minacciando il mondo, il calcio si sta semplicemente evolvendo in un sistema già conosciuto come quello della NBA. I puristi del Basket prima guardavano quello europeo e definivano la NBA un’americanata, che oggi invece è uno spettacolo apprezzato da tutti.

Ci sarà chi continuerà a seguire i campionati nazionali – che probabilmente torneranno a essere campionati equilibrati e competitivi -, in cui si cresceranno i giovani campioni del futuro, che poi andranno a giocare nelle franchigie della Super League, come avviene nei campionati dei College americani e nelle competizioni europee, sempre più bacino di talenti per la NBA. Chi vorrà, invece, avrà l’amata Playstation League in cui immedesimarsi. I Super Club, inoltre, potrebbero addirittura mantenere una Squadra B – adesso vi torna il senso delle Squadre B? – nei rispettivi campionati nazionali, così da tenere sotto controllo ravvicinato i futuri talenti.

Non mi pare che il calcio di adesso abbia senso e, purtroppo, non si può tornare a prima del Fair Play Finanziario – vero spartiacque per la Super League. Sarebbe ora di andare avanti definitivamente. Scandalizzarsi per la scoperta dell’acqua calda ha ben poco senso.