E’ il 16 maggio 2016, e sono seduto in platea del Teatro Nuovo di Salsomaggiore. Da circa un paio d’anni mi sono appassionato, tramite la pagina Facebook (999), al libro che stanno presentando: «999, Le storie vere dei campioni mancati» (Diabasis). Mi ha subito incuriosito per i protagonisti che sono menzionati, ovvero tanti calciatori dilettanti (che in molti casi conosco o ho visto giocare) delle mie zone. Giocatori con dei numeri da fuoriclasse, ma che, per un motivo o per l’altro, non sono mai riusciti a sfondare. L’autore del libro mi è sconosciuto. Si chiama Paolo Amir Tabloni, classe ’82, agente di assicurazioni, ma ex grande promessa del calcio nel ruolo di portiere, prima di un lungo girovagare nelle serie minori. La serata è moderata dal grande Fabio Caressa, tra gli ospiti Nicola Berti, Alessandro Melli e Vincenzo Pincolini. Il teatro è sold out, seduti al mio fianco tutti i protagonisti del “nostro calcio”, ma anche il vice presidente della Lega Dilettanti, alcuni cameraman e giornalisti, oltre a tutta la dirigenza del Piacenza. E’ chiaro che sta succedendo qualcosa di grande.

Poco dopo, vengo a sapere che giocheremo insieme, nella squadra di Promozione del mio paese (Fidenza). Con Paolo stringo subito un ottimo rapporto, anche grazie a 999 che nel frattempo ho divorato, ed entro sempre di più nel suo mondo. Ma non sono l’unico. Il percorso promozionale ormai coinvolge volti sempre più noti, da Gianluca Pessotto a Stefano Sorrentino, passando per i fratelli Inzaghi, Paolo Cannavaro, Damiano Tommasi e l’Associazione Calciatori, Mister Eusebio Di Francesco, che decide di regalare il libro a tutta la squadra del Sassuolo, fino a Marco De Marchi e la moglie Stefania Tschantret, famosa produttrice, che avvia il progetto della trasposizione cinematografica di 999, per la regia di Federico Rizzo. Ne parla Radio Deeay, Tg Com 24, Sportweek, Panorama, Eurosport… Insomma, è la bomba editoriale dell’anno. E infatti va in ristampa e su Amazon vola.

Ma di chi sono le 29 storie di cui si parla nel libro di Tabloni? Si racconta di Marco Nichetti, ad esempio, talentuoso trequartista classe ’76, che nelle nazionali minori a volte faceva sedere l’ottavo Re di Roma Francesco Totti, e a 17 anni ha esordito nell’Inter. Cocco di Bergomi e di Bruno Pizzul (che lo paragonava a Lentini), a 24 anni si ritrova però in serie D. O di Nando Piro, che a Napoli si guadagnava da vivere vendendo sigarette di contrabbando, che poi un giorno si ritrovò in Serie A a segnare un eurogol per il Parma, salvo poi rovinare prima in C e poi nei Dilettanti. Tanti hanno esordito in A, come Iadaresta e Ballotta, altri si sono fermati alla B, ma tutti, alla fine, hanno dovuto arrendersi a un destino che non li ha voluti confermare ad alti livelli. Storie di vita vera, a volte emotivamente forti, come quando si parla di droga, rapine ed eccessi. O come quando si parla dell’autore.

Paolo Tabloni a 12 anni è nelle giovanili del Parma e si allena insieme a un ragazzino poco più grande di lui. Si chiama Gianluigi, ma tutti lo chiamano Gigi, e si appresta a diventare il portiere più forte di tutti i tempi. A 17 anni, diventa la scommessa di Gianni Di Marzio nel Padova, in C. A 18 anni è a Voghera, in serie D, dove subisce un infortunio che spiana la strada a Mario Cassano, arrivato poi in Serie A. Da lì in poi, una serie incredibile di sliding doors. Un rilancio calcistico che si intreccia a varie esperienze, dai viaggi per il mondo alla carriera da modello nella Milano da bere, oltre che a quella di scrittore (è autore di altri due romanzi, “Onde Perfette” e “Mcqueen Boulevard”).
Paolo oggi si gode il successo da autore e da professionista delle assicurazioni, a conferma che, come dice Nicola Berti: “fallire nel calcio non significa fallire nella vita”. Continua però a girare l’Italia, per presentare la sua opera, che ormai è diventata una missione, pronta a sostenere tutti coloro che nella vita hanno investito tutto in un sogno ed è andata male, ma sono in attesa di rimettersi in piedi più forti di prima.