Negli anni le leggende del gioco del pallone si sono contraddistinte per il loro stile, dentro e fuori dal campo. Figli delle loro generazioni, i calciatori hanno saputo interpretare i ruoli più disparati, diventando rocker e tamarri, gentlemen e anticonformisti. Qualcuno ha fatto scuola, qualcuno si è fatto autogoal.

I magici anni ’80

Mentre nelle radio passavano i pezzi di Madonna e Michael Jackson, il mondo perdeva John Lennon, Grace Kelly e Bob Marley.

In un decennio epocale come quello degli anni ’80 lo sport non si è fatto da parte: dalle pole position di Ayrton Senna ai duelli mitici di Borg-McEnroe, passando per la Coppa del Mondo dell’82 nelle mani di Zoff.

Gli ultimi anni da calciatore di George Best, campione tormentato da una vita fatta di sregolatezze, lo hanno trasformato definitivamente in icona romantica.

All’apice della sua carriera invece, Diego Armando Maradona, conquistava Napoli, con un fascino tanto mediterraneo quanto barocco.
E mentre alieni del calcio come Platini, Baresi e Zico fuori dal campo mantenevano un profilo da ragazzi normali, Ruud Gullit anticipava i tempi con uno stile inconfondibile grazie alle sue famose treccine afro.

Voglio tornare negli anni ’90

Lo stile unico di Kurt Cobain, i jeans della Levi’s che diventano mito, il cielo di Londra che piange la morte di Lady D. Sono gli anni ‘90, veloci, difficili e intensi. Con le magie di Michael Jordan e gli scatti di Pantani. Sono la delusione del Mondiale perso ai rigori, con quell’errore di Roberto Baggio, nella finale di USA ‘94.

Il Divin Codino, però, è stato protagonista di una scena in cambiamento, con la sua chioma così famosa da diventare soprannome e quei look sempre troppo grandi, tipicamente nineties.

E tra lo stile da perfetto bravo ragazzo di Alessandro Del Piero, e quello da Diabolik di Zinédine Zidane, ad essere il più ricordato è quello eccentrico Alexi Lalas: difensore statunitense, famosissimo per i capelli lunghi e la barba a punta, inconfondibilmente color carota.

2000 altre volte

Il nuovo millennio. Le Torri Gemelle, la crisi economica, le vittorie di Schumacher e Valentino, la nazionale dei Mondiali del 2006, la Apple di Steve Jobs. Cambia tutto, compreso il calcio, il modo di pensarlo, i protagonisti.
E nel magico gioco del pallone, dove può succede tutto e il contrario di tutto, può anche capitare che Antonio Cassano si presenti al Real Madrid con un discutibile giubbino in pelliccia o che Dani Osvaldo ricordi vagamente un rocker spiantato, con tanto di capelli lunghi e occhiali rotondi.

A riunire i migliori e i peggiori outfit degli ultimi anni è però un solo calciatore: sua maestà David Beckham.

La bandana, il total-look in pelle, i cardigan in lana e l’anello di fidanzamento in diamanti (per lui) sono solo alcune delle cadute di stile Bel David. Ma all’elegantissimo Beckham di oggi, che nasconde i tatuaggi sotto camicie perfettamente stirate, si perdonano tutti gli errori di ieri, anche le meches bionde.