Milano-Torino, al Bar Basso, sabato sera per un compleanno. Venerdì Juventus-Inter, domenica Milan-Torino.

Punt e Mes e Campari. Milano-Torino, incrocio storico di campionato, dall’alto tasso di romanticismo. Ha anticipato tutti Gigi Radice, che ha lasciato questa vita a 83 anni, dopo una lunga malattia, proprio venerdì.

Il Sergente, un Maestro, un Signore che ha un posto importante nel cuore dei milanisti, fondamentale in quello granata. Deus Ex-Machina del Torino in salsa olandese, quello del settimo sigillo, il primo scudetto dopo la strage di Superga, seguito da un secondo, un terzo e un quinto posto.

Milan-Torino, neanche a farlo apposta, hanno chiuso il week end calcistico, quasi la Serie A e il Dio del calcio abbiano voluto salutare Gigi Radice con una passerella lunga un intero fine settimana dedicato a Milano e Torino, due delle sue case calcistiche, le più importanti da calciatore e da allenatore.

Milan e Torino han dato vita a una partita brutta, uno zero a zero tutto muscoli e pressing, quasi d’altri tempi. Nostalgia aumentata dal terzino granata Djidji, che con quel nome lì sembra uscito dalla Longobarda di Oronzo Canà, scambiato per 3/4 di Margheritoni.

Miracoloso Donnarumma, pessimo Cutrone. Torino tosto, Milan volitivo soprattutto nelle difficoltà. Si potrebbe riassumere così Milan-Torino. Una partita noiosa come il campionato di Sere A. Ibrahimović non arriverà, parola di Leonardo a fine gara. Un dinosauro in meno nel cimitero del calcio italiano. «Il Milan crescerà piano piano», ha dichiarato il dirigente del Milan, perché il bilancio è molto negativo e la UEFA, prima o poi, si pronuncerà nuovamente e non saranno belle notizie. Così ha dichiarato Leonardo, forse l’unico realista, insieme a Gattuso, nella banda rossonera.

Juventus-Inter ha inaugurato il chiasmo Milano-Torino. Il Derby d’Italia, la sfida più attesa, la rivalità più accesa.

Settimana scorsa mi hanno chiesto se il ciclo complicato di partite della Juventus avrebbe potuto riaprire i giochi in campionato. Ho risposto che solo un suicidio o una distrazione come quella contro il Genoa potrebbe rovinare i piani della Juventus. Ho letto di colpe di Spalletti nei cambi – l’Inter ha dei cambi all’altezza? -, di un’Inter alla pari della Juventus che non meritava di perdere. È vero, ma gli 11 dell’Inter sono di ottimo livello, il problema è il resto della rosa e non puoi giocare sempre con gli stessi. L’Inter, visto il distacco siderale degli ultimi anni dalla vetta, ha fatto già un miracolo a trovarsi dove si trova, tra Italia ed Europa.

La Juventus vince con il minimo sforzo, in Italia, anche contro le dirette inseguitrici che, invece, devono giocare oltre il limite per poterla solo infastidire, ma quando la Vecchia Signora ha deciso di battere Napoli e Inter, ha vinto senza batter ciglio.

Se la Juventus gioca al massimo non c’è partita con nessuno in Italia e con ben pochi in Europa. Non c’è rosa più completa e profonda di quella della Juventus da nessuna parte. Si può trovare un undici più forte con difficoltà, ma nessuno ha le alternative che ha la Juventus. La speranza degli avversari è solo che nel calcio non sempre vince il più forte, il resto sono chiacchiere da bar e tifo.

Milano-Torino, solo andata. Il primato della Juventus sembra inscalfibile dalle milanesi ancora per qualche tempo. L’Inter cresce, il Milan matura. I Nerazzurri prossimamente avranno la possibilità di tornare protagonisti, il Milan impiegherà qualche tempo in più.

Il calcio italiano ha bisogno di Milano e Torino andata e ritorno, perché è un asse portante nella storia dell’Italia del pallone; così come ha bisogno di Roma, Napoli, Firenze, delle sette sorelle e anche di qualche altro parente stretto, perché siamo abituati ad altro.

Il Torino di Radice difficilmente tornerà, ma Cairo prima o poi dovrà tentare di allestire una squadra definitivamente da vertice, senza indugi eccessivi, il popolo granata se lo merita, ce lo meritiamo un po’ tutti di tornare a vedere una Serie A competitiva, senza per forza il colpo di scena firmato: Castellini, Santin, Salvadori, Sala, Mozzini, Caporale, Sala, Pecci, Graziani, Maccarelli, Pulici. Allenatore Gigi Radice.