Con una tripletta del solito Momo Salah e una spettacolare autorete di Steve Cook, il Liverpool di Klopp asfalta il Bournemouth e conquista la vetta della Premier in virtù della sconfitta subita dal Manchester City per 2 a 0, a Stamford Bridge, contro il Chelsea di Sarri.

Il commentatore della BBC Sport Conor McNamara ha paragonato Salah a Diego Armando Maradona, quando Momo ha siglato la terza rete personale saltando per ben due volte il malcapitato Asmir Begović.

«You don’t see that often. He goes around the goalkeeper twice, he’s calmness personified. It’s like one of those goals you’d see Maradona score in the 80s. It was the sort of flick you do if you’re playing with your nephews in the back garden or something ‘lets flick it passed you no problem’, he just sort of nonchalantly scored. It’s outrageous. It’s a player full of confidence, to even attempt that. You go around the goalkeeper and he’s thinking hang on a minute, I’ve done it once, I’ll do it again. Jurgen Klopp with a huge fist bump of a celebration and Mo Salah with a hat-trick. Slice of luck about the first goal but the second and third were pure class» (Conor McNamara, BBC)

«It was like the Ricky Villa goal for Spurs in the FA Cup» (Steve Sidwell, BBC)

Diego Armando Maradona è la sintesi perfetta del genio che porta a realizzare gol di questo tipo e giocate cui Momo Salah ci ha ormai abituato, tanto da ricordalo, in campo ovviamente.

Sì, perché Maradona, non serviamo noi per ricordarlo, nel corso della sua carriera è stato tutto e il contrario di tutto: uno splendido atleta e un uomo irriconoscibile, sfigurato nel fisico; un buon padre di famiglia e un perfetto scugnizzo napoletano; un uomo generoso e impegnato nel sociale e un calciatore insoddisfatto che stemperava la frustrazione con la droga.

(Photo by Mark Leech/Getty Images)

Quello che Maradona non ha mai smesso di essere è il calciatore più forte di tutti i tempi e l’idolo indiscusso di Napoli.

La sua vita è stata costellata di successi ed eccessi. La cocaina, che lo portò alla sua prima squalifica nel 1991, con la maglia del Napoli. Il doping, quando ai Mondiali di Usa ’94 venne trovato positivo all’efedrina e di nuovo sospeso. Ma gli eccessi accompagnarono la vita di Maradona in tutti i lati della sua vita. A partire dalle sue amicizie, tra cui poteva annoverare Pablo Emilio Escobar Gaviria, Fidel Castro, di cui si dichiarò a più riprese grandissimo supporter, e diversi personaggi influenti della Camorra e della malavita di Napoli.

Gli eccessi più belli di Maradona, però, sono quelli che abbiamo avuto la fortuna di vedere quando aveva la palla tra i piedi, quella follia calcistica che sembra avere nel DNA anche Momo Salah. Perché per saltare un’intera squadra, compreso il portiere, prima di depositare in rete, devi essere un po’ pazzo. Come per infilare la palla sotto la traversa, a 9 metri dalla porta e con una barriera davanti; come per segnare di pugno in quarto di finale di Coppa del Mondo.

Perché per diventare il calciatore più forte del mondo ci vuole talento, fortuna, dedizione, un po’ di sana pazzia, ma anche una ‘mano de Dios’.