La Coppa d’Asia 2019 si è rivelata come una delle più sorprendenti di sempre. In finale sia la squadra con più immigrati, il Qatar, sia quella con il maggior numero di nativi, il Giappone. Curiosità: entrambe parteciperanno alla Coppa America 2019.

Eroici!

Avevamo già parlato del Qatar e della sua difficile situazione politica con Arabia Saudita ed Emirati, nessuno si sarebbe aspettato di vedere la nazionale di Doha così avanti nella competizione che, ricordiamo, si disputa proprio in territorio emiratino. Proprio per questo, la cavalcata qatariota ha assunto contorni epici, premiando la fatica e lo sforzo dei calciatori e portandoli sul gradino più alto della competizione.

Qatar Giappone
Al Moez Ali

I Marroni sono riusciti a sconfiggere Arabia Saudita, Iraq, e Corea del Sud, prima di umiliare i padroni di casa con un netto 4 a 0, l’ultima prova da affrontare prima del paradiso.

La nazionale dei migranti

Altra particolarità di questa incredibile favola è da ricercare nella composizione della squadra, cosa che ha causato non poche polemiche proprio dopo la semifinale contro gli Emirati che, in seguito alla sconfitta, hanno fatto anche reclami ufficiali. Secondo loro infatti, Doha avrebbe potenziato la propria nazionale grazie a una politica molto generosa in termini di naturalizzazioni. Nell’intero Qatar, infatti, i così detti nativi sono solo il 13 % della popolazione totale e questo ha spinto il paese ad essere molto accogliente con i migranti di valore, specie con l’avvicinarsi dei mondiali del 2022 in casa.

Qatar Giappone
Bassam Al Rawi

Non è un caso che i volti più rappresentativi dei Marroni siano Almoez Ali e Bassam Al Rawi, entrambi nati all’estero. Il primo è l’attuale capocannoniere della competizione, nato in Sudan e giunto nel paese da infante; il secondo è stato fondamentale proprio contro la terra dei suoi avi. Proprio di Al Rawi, infatti, è il goal che ha permesso al Qatar di superare l’Iraq, la terra delle sue origini. Quando la fantasia supera la realtà e diventa leggenda.

Il Giappone, sangue blu

In finale dovranno, però, fare i conti con una delle squadre storicamente più vincenti di questa competizione, sicuramente l’avversario più temibile per i Marroni, secondo solo alle tensioni politiche con gli emirati. Il Giappone, infatti, può vantare ben 4 coppe d’Asia, l’ultima delle quali conquistata nel 2011, proprio a Doha. Come vi avevamo già raccontato, il paese, nel corso degli anni, è riuscito a imporsi come vera e propria élite nelle competizioni, riuscendo a ottenere risultati incredibili sia a livello di club che di nazionale. Una vera e propria aristocrazia calcistica che, paradossalmente, rappresenta l’esatto opposto della situazione qatariota.

Qatar Giappone

Se, infatti, nel paese arabo la maggior parte degli abitanti sono stranieri, questo non vale assolutamente per il Giappone, storicamente isolazionista e conservatore. La popolazione straniera si attesta infatti ad appena l’1 % del totale, creando non pochi problemi a causa della bassissima natalità del paese. Una finale fra due mentalità opposte, che avranno nel campo da gioco il loro primo e decisivo scontro.

Magico Qatar

La battaglia finale ha visto trionfare il Qatar, grazie alle magie del suo fuoriclasse Al Moez. Il fenomeno di origine sudanese si è inventato una rovesciata in area al 12esimo minuto. Soli 15 minuti più tardi, Hatem raddoppia con una conclusione incredibile da fuori area.

Qatar Giappone
Al Moez

Il Giappone tiene stabilmente il pallino del gioco senza mai essere pericoloso e nel secondo tempo non migliora. Il gol di Minamino sembra ridare speranze ai samurai. Gli arabi, però, quando arrivano in area, fanno male e, dopo aver sbagliato due occasioni, chiudono la partita con un rigore al 83esimo. Il Qatar trionfa per la prima volta nella sua storia in Coppa d’Asia, competizione nella quale non erano mai andati oltre i quarti.

Una particolarità

Entrambe parteciperanno alla prossima Coppa America in Brasile. In particolare, il Qatar è stato inviato in quanto ospitante dei Mondiali 2022. La decisione di ospitare proprio queste due squadre è stata, però, annunciata nel maggio 2018. Sicuramente adesso gli organizzatori potranno vantarsi del loro occhio vigile.

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