Settimana scorsa era il calcio meraviglioso dell’Ajax e del Barcellona, con le inglesi destinate al solito fallimento europeo. Oggi si parla d’altro e la Champions League andrà, senza più alcun dubbio, in terra d’Albione.

In finale ci va il Liverpool di Klopp, così maturo da battere Messi con quel che resta del Barcellona e da arrivare all’atto conclusivo, per la seconda  volta consecutiva, attraverso un’impresa unica.

In finale ci va il Tottenham di Pochettino, squadra con più calciatori nelle semifinali mondiali; non esattamente una squadra scarsa come si racconta nei salotti nobili. La rosa è maturata e Pochettino, senza mercato, dimostra di essere l’unico veramente consapevole del valore della propria rosa.

Ecco la differenza tra teorico e pratico: lui non ha fatto mercato estivo perché credeva di avere una squadra competitiva, i teorici sorridevano dandogli dello sprovveduto e tessendo le lodi dei terzini del Barcellona e di Messi; raccontando le imprese dell’Ajax contro il Real Madrid e la Juventus del bistrattato Allegri, mentre Pochettino faceva i conti con la Garra Charrua di Vecino e zitto zitto portava gli Spurs in finale grazie alla tripletta di Lucas Moura.

Vanno in finale due squadre che compiono l’impresa senza i loro calciatori simbolo, segno di progetti completi e pronti per grandi traguardi, non solo a fugaci exploit.

L’Ajax, mia grande passione calcistica come il Liverpool, crolla all’ultimo secondo. È venuto il braccino ai giovani Lancieri, consumati e battuti dal ritmo degli inglesi. Quelli che in Europa falliscono sempre. Proprio sul più bello, l’Ajax ha peccato di inesperienza e lucidità. Il loro cammino è stato strepitoso e il loro risultato l’hanno raggiunto comunque: venderanno molto bene i propri talenti, che è un aspetto fondamentale per i commercianti olandesi e per la filosofia del Club, ben più pratica che romantica. Speriamo che i ragazzi crescano e continuino a farci divertire, anche da separati, il calcio ne ha bisogno.

La loro filosofia è il guadagno e non credo sarebbe cambiata neanche in caso di finale. A loro interessa vendere i propri talenti al prezzo migliore, se hanno risultati importanti e giocano bene valgono di più. È come per le droghe e il sesso, non le hanno liberalizzate perché hanno una mentalità aperta e moderna, ma solo per fare soldi. Gli olandesi sono freddi commercianti cui noi vogliamo attribuire del romanticismo che spesso non esiste.

È stata una bella Champions League, che dimostra quanto contino i soldi nel calcio e, soprattutto, quanto sia importante imparare a spenderli o volerli guadagnare per costruire una squadra di livello, un progetto anche sportivo che possa raggiungere traguardi importanti.

Ora ci godremo la finale: buon divertimento!