“Il calcio non è uno sport per signorine” – amava ripetere Fabio Capello, allenatore di quella Juve che si credeva dei record, ma che di primato in effetti – al netto di quanto azzerato da Calciopoli – alla storia consegnava solo quello dei falli commessi a partita, in gran parte merito del roccioso centrocampo della premiata ditta Emerson-Vieira.

No, non sarà uno sport per signorine, il calcio, ma questo non significa che non sia sport per artisti, solisti o prime donne, come conferma il recente scambio via twitter tra due indiscussi maestri delle punizioni come Ronald Koeman e Leo Messi.
Il primo, vecchia gloria blaugrana e attuale tecnico dell’Everton, si è trovato non più tardi di qualche mese fa, a doversi complimentare con l’erede Leo che, dopo il gol su piazzato all’Atletico Bilbao, lo scavalcava dall’olimpo dei più grandi di sempre per maggior numero di gol su punizione con la maglia dei catalani. 25 per il primo, 26 per il secondo e palla al centro? Non esattamente, perchè Koeman aggiunge sul tweet: “Te ne manca ancora uno per fare il record” dando ad intendere che quello realizzato dall’olandese del ’92 in finale con la Sampdoria di Vialli e Mancini valesse doppio. Uno scherzo, si, ma neanche troppo.

Le punizioni di Koeman e di Messi

E che dire del mai risolto rapporto tra due altri pittori della traiettoria perfetta come Mihajlovic e Roberto Carlos?

Il primo, carattere perennemente competitivo, dall’alto del suo record di tre gol su punizione in una sola partita (Lazio-Sampdoria 3-1 del 13 dicembre 1998) e dei 28 segnati in campionato, si trovò a redarguire un giornalista che gli chiedeva un confronto con Roberto Carlos, ammonendo: “Difficile dirlo, lui su punizione non segna mai”. Già, ma che dire di quella punizione del brasiliano nel ’97 contro la Francia, divenuta case study di un gruppo di ricercatori francesi dell’Ecole Polytechnique di Palaiseau, decisi a dare una spiegazione scientifica (ci riuscirono richiamandosi all’effetto di Magnus per cui una sfera che si muove ruotando su se stessa compie una traiettoria curva) al mistero alla base di quella incredibile “traiettoria a banana” capace di fulminare il portiere Roland Barthez da 35 metri di distanza.

Roberto Carlos contro la Francia

Quantità contro qualità, regolarità contro estro. Questa in sintesi, la cifra della contesa tra due dei difensori più prolifici su calcio piazzato della storia del calcio mondiale.

Eppure, tornando ai record nostrani, c’è anche chi come Andrea Pirlo – che condivide con Sinisa il record per maggior numero di gol segnati su punizione diretta in serie A, non della competizione, ma dell’emulazione ha fatto un’arte, richiamandosi alla tecnica delle tre dita dello specialista Juninho Pernambucano -75 gol su punizione dei 135 totali segnati dal fantasista – stella del Lione dello scorso decennio.
Niente magia, anzi: “L’ispirazione mi venne mentre cagavo – confessa Pirlo nella sua autobiografia – e tanto olio di gomito in ogni campo possibile, dall’oratorio a quello d’allenamento, per raffinare la tecnica della “maledetta”, divenuta con il passare degli anni marchio di fabbrica made in Italy del campione del mondo 2006.
Perchè il calcio non sarà come voleva Capello uno sport per signorine. Ma per artisti, di certo, sì.