Durante la seminfinale d’andata di Coppa Italia tra Lazio e Roma abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di stupidità di certi individui, che purtroppo è impossibile chiamare tifosi.

Proprio nel giorno in cui debuttavano allo Stadio Olimpico le nuove barriere dimezzate tra terreno di gioco e spalti, il calcio italiano fa un nuovo passo indientro. Il difensore tedesco della Roma, Antonio Rüdiger è stato bersagliato da vergognosi ululati razzisti per tutta la partita.

Quando il razzismo diventa protagonista perdiamo tutti: caso Rüdiger

In campo ha vinto la Lazio, ma in realtà ha perso il calcio. Non è possibile che nel 2017 si assista ancora a scene di questo tipo, con lo speaker dello stadio costretto a invitare i propri tifosi, in questo caso la Curva Nord della Lazio, ad un comportamento più corretto.
A norma di regolamento si poteva interrompere la partita, ma si è preferito andare avanti, perché il calcio ormai è business e quando c’è di mezzo una diretta tv e contratti pubblicitari legati all’evento, è difficile mettersi contro. E’ proprio questo il grosso limite: piegarsi per interessi economici senza vergogna.
Irrati, lo stesso arbitro che in un Lazio-Napoli dello scorso anno ha avuto il coraggio di fermare il gioco per ben due volte, durante il derby di ieri, forse condizionato dall’importanza della partita, si è limitato solo alle minacce verbali, senza davvero prendere una posizione.

L’arbitro Irrati durante Lazio-Napoli della scorsa stagione

Tifosi razzisti contro Rüdiger e non solo: stupidità oltre la fede

Dalla Curva Nord i “tifosi” della Lazio fanno partire una serie interminabile di ululati razzisti nei confronti di Rüdiger, calciatore tedesco di origine sierraleonese. I giocatori in campo sentono ma vanno avanti a giocare comporandosi da professionisti.
Continuano la loro partita anche due giocatori della Lazio: Lukaku e Wallace. Uno è belga ma di origine congolese, l’altro è brasiliano. I due sentono i vergognosi cori razzisti nei confronti di Rüdiger, ma vanno avanti. Giocherà una grande partita anche Keità, talentuoso calciatore senegalese.
La prima domanda è questa: i “tifosi” laziali si sono accorti di avere in campo tre giocatori di colore? Secondo me ad occhio e croce se ne sono accorti. E la seconda domanda è questa: questi stupidi razzisti sanno che Wallace, Lukaku e Keita non sono sordi? E poi: questi individui di bassissimo livello, hanno forse pensato che questi “buuu” razzisti possano in qualche modo infastidire anche i calciatori della loro squadra? Rispondo io per loro: certo che se ne sono accorti. Certo che sanno che non sono sordi, ma l’ignoranza vince sulla fede. La stupidità vince sullo sport. Un po’ come successo nella partita di Torino tra Juventus e Napoli.
Queste domande sono più stupide dei razzisti stessi, perché puntano in alto, alla speranza che qualcuno di questi rozzi personaggi possa seguire un filo logico, dimenticando che queste bestie non vanno allo stadio per supportare la propria squadra del cuore, ma per liberarsi e dimenticarsi delle frustrazioni della loro piccola vita.
Ecco perché è importante mettersi al loro livello, sanzionando immediatamente (come si fa con i bambini) il loro comportamento. Interrompendo la partita, squalificando prima la curva e poi l’intero stadio.
Ma tutto questo con Tavecchio presidente di Lega è possibile?Non credo, anzi, aspettare una dura presa di posizione da un personaggio che più di una volta ha manifestato le sue idee razziste ed omofobe, sembra un vero miraggio.
Signori, questo è il calcio italiano.