Quando ero piccolo e abitavo in un condominio alla periferia di Milano, ricordo che giocavo sempre con il bambino del piano di sopra, un certo Bryan.

Ho questo ricordo, ancora vivido, di questo bimbo che aveva uno Sness  attaccato alla Tv in salotto, e della mia invidia indescrivibile ogniqualvolta si inseriva la cassetta di Super Soccer e si giocava al calcio dentro la televisione, come le “partite vere”. Ovviamente io non potevo usare il pallone in casa, e tutto quello che avevo per giocare al calcio era il Subbuteo.

Quel maledetto Subbuteo

Per quei pochi che non dovessero saperlo, il Subbuteo è un gioco da tavolo nel quale viene riprodotto, in miniatura, il gioco del calcio.
Come nel calcio vero e proprio le squadre sono composte da undici giocatori e nel gioco da tavolo questi ultimi sono rappresentati da miniature in plastica riproducenti le fattezze di giocatori di calcio e appoggiati ad una basetta semisferica appesantita da un piccolo peso all’interno che permette, con un “tocco a punta di dito” che richiede una particolare destrezza, di spostarli e di calciare una sfera in plastica rappresentante il pallone di calcio che è notevolmente più grande rispetto ai giocatori.
Tutte le volte che avrei voluto giocare con quei minuscoli calciatori, mio padre cercava di insegnarmi le regole, i colpi, i trick e tutto quello che serviva per imparare davvero. E questo, per un bambino di 4-5 anni, rovinava tutto il divertimento.
Solo dopo anni avrei apprezzato veramente quel gioco, chiamato così in onore del Lodolaio Eurasiatico (Falco Subbuteo nella nominazione scientifica). Quando fu portato all’ufficio brevetti infatti, il nome originale del gioco doveva essere “The Hobby”.

Un vero e proprio amarcord

Dopo aver appurato l’impossibilità di registrarlo con quel nome, Peter Adolph, l’inventore del gioco, usò allora il nome scientifico del lodoladio, Subbuteo, visto che in inglese la parola Hobby identifica anche questo volatile.
Fu tanti anni dopo il mio primo approccio a questo gioco, quando ad una fiera vidi un torneo di giocatori esperti, che mi interessai sul serio a capire il funzionamento del Subbuteo. Un gioco che, un pò come il calcio reale, si basa su tecnica e destrezza, ma richiede anche altrettanta tattica.
Mi sono dilettato a lungo con questo gioco in età più consona, e ora che tutto quel che riguarda il Subbuteo può davvero considerarsi un amarcord, custodisco ancora più gelosamente tutti i miei ricordi e le ore passate a giocare e a immaginare che quella mia squadra di minuscoli giocatori fosse davvero animata dallo stesso fuoco che mi prendeva quando scendevo in campo io stesso la domenica. Perché forse Subbuteo non è stato un nome casuale, se è davvero capace di farti volare con la fantasia.