Il sorriso di Alessio Lorandi è quello di un pilota che sembra sapere con sicurezza ciò che vuole diventare.
Spavaldo, come qualsiasi ragazzo della sua età, ma allo stesso tempo molto più maturo della media. Ma del resto si sa: i piloti sono costretti a crescere in fretta. Prima i kart, poi le competizioni nazionali e interazioni, gli sponsor da cercare, la pressione sempre più forte.
Alessio sa cosa vuol dire correre per realizzare un progetto e sa di dover essere il più veloce in tutti per farcela. Correre con la grinta dei suoi eroi. Correre per essere il migliore in GP3, categoria dove compete con il team Jenzer Motorsport e verso quel sogno che si chiama Formula Uno. Correre per vincere.

Cosa significa per un ragazzo di diciannove anni correre in Gp3, nei circuiti sparsi in tutto mondo?
Devo dire che è un insieme di privilegi e sacrifici. Questo lavoro è sempre stato il mio sogno e quando riesco a ottenere dei buoni risultati vengo ripagato di tutti i sacrifici fatti per arrivare dove sono. Le rinunce sono state tante ma vincere una gara e ascoltare l’Inno italiano sul gradino più alto del podio è una sensazione che non ha eguali, che ti ripaga di tutto.
In più ho l’incredibile possibilità di viaggiare praticamente ovunque, cosa che sarebbe altrimenti impossibile.

Come commenti la stagione appena conclusa?
Archivio la stagione 2017 in modo piuttosto positivo, sono contento delle mie performance di inizio e di fine stagione. Purtroppo a metà anno la macchina non era competitiva e ho fatto davvero fatica a portare a casa dei buoni risultati.
Ci siamo migliorati sul finire della stagione e il risultato è stato di quattro podi e una vittoria: questo mi fa ben sperare per l’anno prossimo. Partirò sicuramente con grande carica e fiducia nelle mie potenzialità, soprattutto perché credo di essere cresciuto tantissimo durante la stagione.

Sapresti immaginare il futuro da qui a qualche anno?
L’anno prossimo correrò al 99% ancora in GP3 con la Jenzer Motorsport, dove cercherò di fare una stagione migliore per dimostrare di meritarmi un passaggio di categoria. Ovviamente vorrei passare il più in fretta possibile alla Formula 2, ma il budget è alto e bisogna fare un grande lavoro a livello di sponsor.
Penso di avere tutte le qualità per poter correre lì e un giorno arrivare anche in Formula 1 ma in questo sport non basta solo avere le qualità in pista, serve conquistarsi i finanziatori.
È difficile sapere con sicurezza cosa succederà ma so con certezza che il mio futuro riguarderà sempre e comunque i motori.

Qual è il pilota che ammiri di più del panorama attuale?
Nella Formula Uno di oggi devo dire che mi ispiro non a uno ma a due piloti, che si vanno in qualche modo a completare: da una parte Lewis Hamilton e dall’altra Sebastian Vettel. Hamilton è sicuramente un animale da qualifica, dotato di un talento purissimo e soprattutto di un istinto raro. Di Vettel invece ammiro l’impeccabile metodo di lavoro, pragmatico e sperimentale.

E del passato?
Senza dubbio Ayrton Senna. Forse è un po’ banale come risposta ma guardare i suoi risultati in carriera, i video delle sue gare e le sue vittorie mi continua a regalare emozioni. Inoltre credo che Senna sia stato uno dei personaggi più influenti nel panorama motorsportivo, una persona che rimarrà nella storia non solo per i suoi grandi risultati ma per la completa dedizione al suo lavoro.

Dopo aver commentato la tua stagione, come commenti quella dei tuoi colleghi delle altre categorie?
In Formula 2 è chiaro che Leclerc non ha avuto rivali: sono convinto che la sua monoposto, la Prema, fosse la più forte di tutte ma è riuscito a vincere con un vantaggio impressionante nonostante alcune squalifiche e problemi tecnici, dimostrando quindi il suo enorme talento. Ho avuto la possibilità di correre con Charles in Formula 3 quindi posso confermare le sue grandi qualità come pilota, si merita il successo avuto.

Mentre per quanto riguarda la Formula Uno?
Vettel quest’anno ha fatto un lavoro straordinario ma per la Ferrari è stato più difficile da metà stagione in poi e lui si è ritrovato sotto pressione. Lo stress in questo lavoro è atroce e ti porta a commettere molti più errori del dovuto. Comunque la macchina è diventata anche parecchio inaffidabile quindi le Mercedes hanno avuto strada libera, agevolate ovviamente dal talento di Hamilton.
Credo comunque che vedremo un Vettel sempre più competitivo: ha voglia di vincere con la Ferrari e ce la farà sicuramente.