È la quarta doppietta Mercedes nel quarto appuntamento con la Formula 1 2019. Si chiude così il Gran Premio di Baku, con un’altra vittoria schiacciante dei campioni in carica e con un primo posto conquistato da Valtteri Bottas, seguito a ruota dal compagno di squadra Lewis Hamilton.

Nemmeno quello che da tutti viene ricordato come il più pazzo dei GP, il folle e imprevedibile Baku, è riuscito a scalfire la supremazia di una Mercedes imprendibile.

A dimostrare più di tutti il suo valore però in questo caso non è stato l’Hamilton che tutti conoscono, il campionissimo arrivato in Azerbaijan come leader del campionato, ma è stato Valtteri Bottas, il finlandese spesso definito “maggiordomo” del cinque volte campione del mondo.

Dopo un 2018 da dimenticare per lui, in cui si è vista tutta la supremazia di Hamilton in pista e nei box, Bottas si è presentato in Australia convinto che questo potrebbe essere l’anno della sua redenzione. Il finlandese non sembra infatti più intenzionato a sottostare al super potere del compagno di squadra e nemmeno rispondere a quei team radio che nella scorsa stagione lo avevano fatto sentire, a più riprese, umiliato e sottovalutato.

Ma con le poche parole che lo hanno sempre contraddistinto, con quel fare tipicamente finnico, Bottas ha vinto a Baku difendendosi da Hamilton, guidando in modo perfetto, divertendosi e facendo divertire. Lo ha fatto da solo e non sorprende che, poco prima del via della gara, alla domanda su quale fosse il punto di forza della sua monoposto, lui abbia semplicemente risposto: «la mia forza sono io».

Ed è una forza a cui adesso Hamilton, per la prima volta dopo anni, dovrà fare attenzione. Il rapporto idillico tra i due potrebbe ribaltarsi e i primi segni di un cambiamento si sono visti già nel retro-podio di Baku, in un clima di assoluto silenzio tra i due.

Sono le ombre di un rapporto passato ma nemmeno così lontano per Lewis: quello con il rivale Nico Rosberg. L’eterno secondo che nel 2016 si è fatto primo e, un po’ con

 l’astuzia e un po’ con il talento, ha conquistato il titolo Mondiale.

È presto per parlare di campioni del mondo ma dopo quattro appuntamenti una cosa è certa: la Mercedes non sembra avere rivali. La Ferrari ha conquistato solo tre podi dall’inizio della stagione, tre terzi posti, e Bahrain a parte non ha mai raggiunto le prestazioni della rivale. Una situazione drammatica, peggiorata dagli errori dei piloti che anche questo fine settimana hanno notevolmente danneggiato il risultato possibile.

Ma si sa, niente è scritto fino alla fine e siamo ancora alla prima pagina di quello che sarà un libro lungo ed emozionante in questa stagione. Baku, il Gran Premio che ribalta gli equilibri e distrugge le aspettative, questa volta si è rivelato l’appuntamento delle conferme.

Da una parte la supremazia Mercedes e le difficoltà Ferrari, dall’altra il talento di Verstappen e la sua Red Bull che potrebbe accrescere il potenziale nel corso dell’anno. I problemi drammatici in Williams, le difficoltà in Renault e gli errori di un Ricciardo che non sembra proprio iniziare bene la sua esperienza in giallo, il talento del giovanissimo Norris, i risultati altalenanti della Haas.

Gran Premio di Spagna 2016: Nico Rosberg e Lewis Hamilton si colpiscono a inizio gara mandando in fumo una possibile doppietta e aprendo una stagione di grande rivalità interna per Mercedes.

E chiuse le monoposto nei box dell’Azerbaijan, per tutti i team ci sarà molto di cui parlare prima di arrivare a Barcellona, sul circuito di Montmelò, dove tutto è iniziato con i Test invernali.

Tante discussioni a Maranello ma tanti punti di domanda anche nei box Mercedes prima di arrivare in Spagna, un circuito che nella rivalità Hamilton-Rosberg del 2016 ha segnato l’inizio della rottura totale.