L’Annual General Meeting di World Sailing ha confermato l’inserimento del Kiteboard nella line-up ufficiale degli eventi e delle classi veliche che prenderanno parte ai Giochi della XXXIII Olimpiade in programma a Parigi nel 2024. Il movimento arriva a questo importantissimo traguardo dopo aver preso parte, per la prima volta nella sua storia, con la disciplina del TT:R (Twind Tip Racing), alle recenti Olimpiadi Giovanili svolte a Buenos Aires.

«Bisogna davvero avere tanta passione e una visione smodata del futuro per andare avanti contro tutte le difficoltà, le lobby e le persone che minano il tuo percorso – continua Babini – d’altro canto il Kiteboard è uno sport relativamente nuovo, che si sta sviluppando in maniera esponenziale». (Mirko Babini)

Questo risultato è frutto di un lungo lavoro all’interno del quale l’Italia ha giocato un ruolo determinante. In questi 6 anni, infatti, Mirco Babini e tutto l’entourage dell’International Kiteboarding Association, hanno svolto un lavoro davvero notevole, in virtù soprattutto del sistema old style di World Sailing.

Parliamo di un sistema intricato di comitati e commissioni all’interno delle quali vanno fatte passare tutte le submission relative alla disciplina, alle regole e alle attrezzature, fino ad arrivare ai format di gara e ai regolamenti. In questo, la sua esperienza decennale in World Sailing si è rivelata strategica, grazie anche alla profonda conoscenza del settore e al lavoro svolto dal CEO di IKA Markus Schwendtner.

Un lungo dietro le quinte

«L’International Kiteboarding Association è entusiasta di vedere finalmente il kiteboarding incluso nei Giochi Olimpici, dopo lo straordinario debutto in occasione di quelli giovanili – ha dichiarato proprio Mirco Babini subito dopo la notizia della decisione dell’Annual General Meeting di World Sailing da Sarasota negli Stati Uniti – E’ stato un percorso lungo, strategico ed emozionante allo stesso tempo, partimmo da quel ormai lontano 2012 quando a Dublino venne ricambiato lo status e da quel giorno un duro lavoro di squadra che non si è mai fermato».

Un lavoro immenso quello dietro le quinte, fatto di viaggi, meeting, organizzazione di eventi internazionali gestiti e coordinati da un team altamente professionale. Una boccata di aria fresca in un mondo, quello di World Sailing e di tante realtà nazionali, dove troppo spesso sono stati proposti e imposti giudici non propriamente competenti sulla disciplina, rei di aver creato imbarazzo tra i partecipanti e il pubblico e di aver fatto pagare ovviamente il dazio più caro ai kiters in gara.

Grazie a tanta pazienza e a un lungo lavoro è nata una squadra di professionisti in grado di sopperire a queste mancanze. Stesso discorso qui in Italia dove, grazie al lavoro congiunto con la FIV, si è allargata la rosa di chi crede nel kiteboard, dei giudici e dei circoli affiliati che organizzano gare e sostengono le attività formative.

Adesso ci sono poco meno di sei anni prima del debutto Olimpico di Parigi e, in occasione dei Giochi di Tokyo, il Kiteboarding, con tutta probabilità, si presenterà al Mondo dello Sport, pur senza assegnare medaglie.

Le proposte del formato di gara più adatto a un’Olimpiade sono diverse e solo più avanti si stabilirà quello definitivo. Tra i format ipotizzati c’è la Short Track Relay su un breve corso di bolina/poppa con partenza al traverso, dove la squadra composta dall’atleta maschile e femminile coprirà i giri del percorso alternandosi, come in una vera staffetta, con una zona di cambio. La competizione potrà svolgersi in batterie con una fase a eliminazione diretta o sfruttando altre tipologie di finale in corso di valutazione: «Rivolgo un appello ai giovanissimi, anche appartenenti ad altri sport o altre classi veliche. Se nel cassetto hai anche tu il ‘Sogno Olimpico’ è giunto il tuo momento. La sfida è ufficialmente partita», conclude Mirco Babini.

Per quanto riguarda le attrezzature verrà seguita l’attuale visione adottata dal CIO nei confronti di discipline con attrezzature similari come lo snowboard, lo skateboard e il surf.

World Sailing, in collaborazione con la classe IKA, concederà licenze a più builder per la costruzione di attrezzature omologate per lo svolgimento delle regate.

Nei prossimi mesi sarà reso pubblico il sistema di registrazione delle attrezzature che potranno concorrere per essere nella lista Olimpica. Una cosa è certa: si correrà con un Kiteboard Hydrofoil e kite foil ad altissime prestazioni in grado di volare sull’acqua sul filo dei 40 nodi.