Niente sarà come prima. La nuova stagione della Formula E, al via con l’E-Prix di Ad Diriyah in Arabia Saudita, promette innovazione e cambiamenti per un campionato completamente nuovo. Con i tredici Gran Premi pianificati per il mondiale 2018/19 si avrà una vera e propria rivoluzione nel campo del motorsport elettrico, un banco di prova per un campionato che fino a questo momento non ha mai colpito e convinto al cento per cento.

La seconda generazione

La quinta stagione sarà, in questo senso, un momento decisivo per questa categoria. Dopo le promesse di cambiamento e i tanti nomi coinvolti, la Formula E sta cercando di ottenere una dignità nuova, molto lontana dal progetto dei primi anni.

Il campionato metterà in pista la Gen2, seconda generazione delle monoposto elettriche presentata ufficialmente durante lo scorso Salone di Ginevra. Tra i cambiamenti maggiori della vettura, che raggiungerà una velocità di punta di 280 km/h, c’è l’incremento dell’efficienza e l’estensione dell’autonomia della batteria prodotta dalla McLaren Applied Technologies.

Per la prima volta infatti la potenza della batteria permetterà ai piloti di concludere la gara a bordo della monoposto, non più costretti a effettuare il cambio di vettura che ha invece caratterizzato le quattro stagioni precedenti.
Un elemento da non sottovalutare per la spettacolarità dell’evento, che guadagnerà in continuità e competizione, rinnovandosi anche dal punto di vista estetico con una monoposto futuristica disegnata e realizzata da Dallara.

Formula E vs Formula 1

Per aumentare l’attenzione nei confronti della Formula E la FIA ha lavorato, oltre che sul miglioramento prestazionale ed estetico della vettura, ad un potenziamento mediatico, un punto di collegamento con la seguitissima Formula 1.
Essendo un eterno traino per tutte le altre competizioni di Formula, la sua esplicita vicinanza alla Formula E non può che giovare al campionato dell’elettrico.

Nella prossima stagione scenderanno in pista molti nuovi protagonisti, personaggi già noti agli appassionati: l’ex pilota Ferrari Felipe Massa affiancherà Mortara nel Team Venturi, Stoffel Vandoorne si aprirà a una nuova sfida dopo aver perso il sedile in McLaren e Pascal Wehrlein si inserirà nel panorama con la Mahindra Racing.

Così, mentre si avvicina alla Formula 1 attraverso i suoi protagonisti, la Formula E si allontana sia da un punto di vista estetico, puntando all’innovazione futuristica, che dal calendario abituale, regalando un nuovo progetto tutto da scoprire.
La FIA ha lavorato a lungo per donare alla competizione elettrica importanti punti di diversificazione e collegamento con la classe regina, per avvicinare i più restii e non allontanare gli annoiati proponendo una copia insistente di quanto già visto e rivisto in Formula 1.

Il calendario

Gli E-Prix dureranno quarantacinque minuti e le tappe del 2018/19 saranno tredici, una in più rispetto alla quarta edizione. Le location dei Gran Premi cittadini rimangono uno dei punti più affascinanti della competizione, in un Mondiale che toccherà Parigi, Roma, Marrakech, Santiago, New York e tante altre mete, portando un’ulteriore svolta rispetto alle gare motoristiche tradizionali.

Chiave di sviluppo interessante dal punto di vista mediatico è sicuramente quell’organizzazione del calendario che, fin dalla primissima stagione, tocca due anni solari andando a ricoprire il periodo di pausa di Formula 1 e Moto Gp. Una soluzione intelligente per avvicinare i tifosi nel periodo invernale, solitamente piuttosto spento.

Un nuovo inizio

Da sempre il Motorsport è l’officina per sviluppare nuove tecnologie automobilistiche, per andare oltre i limiti della strada e aiutare le aziende a potenziarsi. La Formula E in questo senso non è stata da meno, il suo sviluppo in quattro anni ha evidenziato l’enorme crescita dell’automotive elettrico e, con questa nuova generazione in arrivo, potremo capire se anche il lato più emozionante e competitivo della categoria verrà rivoluzionato, diventando finalmente indipendente.